Temi scomodi, critica ai politici e alla società: Rino Gaetano non era percepito come un artista “facile” e non fu facile per lui fare l’artista, talvolta escluso dal palcoscenico o sminuito platealmente in TV. Alcuni testi vennero capiti molti anni dopo, e sono oggi riconosciuti dirompenti anche se celati tra i suoi arditi “nonsense”. Dalla vita in Calabria, a Crotone, con la famiglia si trasferisce a Roma, dove i genitori lavorano come portieri nel quartiere Montesacro.
Per motivi economici Rino viene mandato a studiare in seminario, alla Piccola Opera del Sacro Cuore di Narni. Studia tanto e torna poi nella Capitale, che diventa la sua città. Con la sua chitarra arriva al Folk Studio dissacrando continuamente il pop e i colleghi cantautori “impegnati”. Si considerava un autore non un cantante e voleva scrivere per altri artisti. Era convinto di non avere una bella voce, ma il suo produttore Vincenzo Micocci lo spronò a cantare le sue composizioni.
Nel 1975 un 45 giri gli cambia la vita: con la celebre “Ma il cielo è sempre più blu” e i suoi spicchi di vita quotidiana, descritti con ironia, luoghi comuni e contraddizioni che 50 anni dopo sono rimasti così, vivi come in un fermo immagine. La vita e la carriera di Rino Gaetano si interrompono tragicamente il 2 giugno 1981, all’età di trent’anni, in seguito a un incidente stradale a Roma. Ma questa è una storia che non vogliamo raccontare. Restano 7 anni di successi che si sono moltiplicati dal giorno della sua scomparsa fino ad oggi. E la storia continuerà così, chissà quanto ancora. Speciale Tg1 “E io ci sto – Rino Gaetano”, di Leonardo Metalli, con il montaggio di Stefano Carpagnano e le ricerche di Barbara Di Benedetto.
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