Sul palco, scarno e immerso nel buio, Elio Germano e Teho Teardo ripercorrono alcuni frammenti del “Viaggio”, restituendo – attraverso una partitura inedita che intreccia archi, chitarra baritona ed elettronica – la disperazione grottesca di un capolavoro che non smette di interrogare il presente. Ne emerge una scrittura sonora imprevedibile, una sorta di partitura “impressionista” che si fa narrazione e dà voce al pessimismo radicale di Céline: le disavventure di Bardamu, gli orrori della guerra, la disillusione sulle relazioni umane e sul destino stesso della società.
Conosciutisi sul set de “Il passato è una terra straniera” di Daniele Vicari, Elio Germano e Teho Teardo hanno dato vita a questo progetto in occasione di un Festival al Palaexpo di Roma. Quello che doveva essere un episodio unico si è trasformato in una tournée che, a distanza di quindici anni, non si è mai interrotta, rinnovandosi continuamente nello sguardo e nell’ascolto del pubblico.
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