La Confederazione ha evidenziato che il carico di oneri parafiscali che gravano sulle PMI è sproporzionato rispetto ai consumi e iniquo in riferimento alla destinazione del gettito, come nel caso del finanziamento delle agevolazioni alle energivore/gasivore che le piccole imprese finanziano, ma al quale non accedono.
Cna condivide l’orientamento dell’autorità di regolazione di colmare il gap di tutela a favore dei soggetti più esposti ai costi della transizione green e tuttavia rileva alcune criticità da rimuovere per favorire il coinvolgimento delle PMI nel processo di decarbonizzazione. Al riguardo, il tema degli oneri generali di sistema rimane un vulnus e conferma la scarsa attenzione del legislatore verso il sistema delle piccole imprese. Pertanto è necessario riavviare rapidamente il percorso di graduale e progressivo alleggerimento della bolletta.
La proposta di riportare all’interno del bilancio pubblico almeno il finanziamento degli sgravi alle imprese energivore consente di ridurre di 1,4 miliardi gli oneri a carico delle Pmi. Cna, tuttavia, evidenzia la necessità di ribaltare i criteri della tariffazione energetica, privilegiando una visione della fiscalità e parafiscalità quali leve per favorire gli investimenti green, premiando i soggetti con comportamenti virtuosi su efficientamento dei consumi e riduzione delle emissioni. In sostanza dare finalmente attuazione al principio “chi inquina paga”.
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