“Su questo passaggio abbiamo sempre ritenuto fondamentale impostare il lavoro su un’ampia interlocuzione e confronto con le relative rappresentanze”, afferma il presidente di CNA Professioni, Fabio Massimo. “Ricordo – spiega – che per equo compenso si intende la corresponsione di un compenso proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, al contenuto e alle caratteristiche della prestazione professionale. Tenendo conto della varietà delle professioni e delle attività è sicuramente un’impresa non facile. Siamo, quindi, a disposizione del ministero per offrire un supporto in questa complicata e delicata operazione. Riteniamo pertanto che possa costituire un utile strumento per arrivare fattivamente all’obiettivo, e per monitorare e aggiornare nel tempo i parametri di riferimento, un tavolo di concertazione e confronto permanente presso il ministero con le associazioni aggregative di professionisti maggiormente rappresentative”.
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