
Così il vicepresidente vicario di Fipe-Confcommercio, Aldo Cursano, descrive “il rosso profondo” dei pubblici esercizi in questi mesi di pandemia e di chiusure delle attività, dai ristoranti ai bar ai locali di intrattenimento, in vista dell’incontro, lunedì pomeriggio, delle associazioni e dei sindacati di categoria con il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, e del decreto Ristori 5. “Bisogna aumentare i ristori, rapportandoli alle perdite effettive subite e calcolandoli su base annuale. Altrimenti saremo tecnicamente falliti” e, prosegue, serve anche un intervento per “riparametrare ogni fonte di costo”.
Sull’iniziativa #ioapro nata sui social tra i ristoratori, dice che “è stata un flop. Non è stata sostenuta dalle nostre categorie, che hanno seguito un atteggiamento di responsabilità e di legalità. Condividiamo le ragioni della protesta ma non il metodo: c’è differenza tra un ‘mi piace’ sui social e la realtà, e questa iniziativa avrebbe esposto aziende e clienti a rischi estremamente pesanti. Il ruolo delle associazioni di categoria è di proteggere e rappresentare e non di usare mal di pancia e drammi. Le persone vanno aiutate e sostenute con responsabilità. Non si può usare la disperazione per infrangere la legge”.










