Firenze e arte: ecco cinque curiosità che (forse) non sai

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La guida all’interno di 5 curiosità e misteri che non conosci sulla tradizione e sulle leggende artistiche Fiorentine

Il sasso di Dante Alighieri

FIRENZE – Sesta nella classifica delle città più belle del mondo, Firenze si posiziona come città d’arte culla del Rinascimento della seconda metà del XIV secolo. Considerata la culla mondiale non solo del Rinascimento ma anche dell’arte e dell’architettura Italiana, regala interessanti curiosità artistiche, misteri e tradizioni nascoste tutte da scoprire.

Una selezione di luoghi curiosi che aggiungerà vivacità e voglia di scoperta all’itinerario del tuo viaggio, una guida alle 5 particolarità che forse non conosci su Firenze:

Il sasso di Dante Alighieri:

Uno dei miti più simpatici e popolari nella storia di Firenze è quello del sasso di Dante Alighieri, padre della lingua italiana nato a Firenze. Il grosso masso è ubicato tra Piazza delle Pallottole e Via Dello Studio,  alla destra dell’abside del Duomo dove oggi è visibile una targhetta con la scritta “I Vero Sasso di Dante”. La leggenda racconta che sul quel masso Dante era solito sedersi per riposare, pensare, osservare i lavori di costruzione della Cattedrale e scambiare due chiacchiere con i passanti. Proprio da questo scambio di chiacchiere con i passanti è nato l’aneddoto su Dante che narra della sua eccezionale memoria quando, un conoscente del sommo poeta, passando gli chiese quale fosse il suo piatto preferito ed egli rispose «l’ovo», a distanza di qualche anno, lo stesso personaggio ripassò di lì e ritrovando il poeta seduto sul sasso, sicuro di coglierlo alla sprovvista, gli chiese: «Con che cosa?» e Dante rispose «con il sale». A prova della memoria incredibile di Dante e del suo immenso contributo alla storia fiorentina, oggi possiamo trovare il masso, così com’era una volta, come lascito in ricordo del Sommo Poeta.

All’interno del parco più grande di Firenze, il Parco delle Cascine, si possono trovare interessanti elementi architettonici neoclassici e neo-egizi immersi tra gli alberi e i viali. Camminando presso il viale degli Olmi, vicino alla piscina delle Pavoniere, ci troviamo di fronte ad una struttura alta circa 10 metri: la Ghiacciaia Delle Cascine. Essa fu costruita nel 1796 dall’ architetto fiorentino Giuseppe Manetti, architetto di Ferdinando III Lorena, Granduca di Toscana dal 1790 al 1801 interessato ai riti egizi. La Ghiacciaia fu costruita per la conservazione degli alimenti al fresco e tutt’oggi troviamo infatti al suo interno delle nicchie apposite. La forma della piramide costruita in pietra rappresenta l’unione tra la terra, dalla base di essa, e il cielo, al vertice della punta. All’interno del parco la piramide è solo una delle tante curiosità da visitare e da scoprire.
Ingresso gratuito

L’orologio all’interno del Duomo:

Entrando nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore di Firenze si può ammirare il capolavoro affrescato dall’artista quattrocentesco Fiorentino per eccellenza, Paolo Uccello, datato 1443: “LOrologio di Santa Maria del Fiore”. Un’orologio che scandisce tutt’ora lo scorrere del tempo attraverso un movimento opposto agli orologi che conosciamo, si tratta un’orologio liturgico che segue un movimento antiorario dettato dall’hora italica: le lancette ruotano da destra verso sinistra e cambiano di stagione in stagione facendo riferimento al levare del sole ed al calare della notte. L’orologio segna dunque le ore che sono trascorse dal tramonto a seconda delle stagioni. Il Campanile di Giotto suona i rintocchi su Piazza del Duomo per sei volte al giorno iniziando dalle ore 8:00, il levar del sole, segnate con le lancette XV e concludendo i suoi rintocchi alle ore 18.00, segnate dalle lancette come “ora 1” ovvero quella del calar della notte, quando una volta si recitava un requiem per i defunti.

La finestra del Palazzo Grifoni Budini Gattai:

Qualora si dovesse intraprendere una passeggiata su Piazza Santissima Annunziata si potrebbe alzare lo sguardo e osservare che sul Palazzo Budini-Gattai si può notare, al primo piano all’estrema destra in corrispondenza di un piccolo stemma di marmo, una finestra sempre semiaperta. Si tratta di uno dei misteri e leggende più romantiche fiorentine. Si narra che, secondo la leggenda, due giovani innamorati di famiglia nobile vivevano nell’appartamento dove ora la finestra rimane aperta e che, verso la fine del ‘500 il giovane ragazzo fu chiamato per combattere in guerra insieme alle altre famiglie nobili. La moglie, si narra, si affacciò dalla finestra per salutare il suo amato al momento della partenza e rimase disperatamente ad aspettare il suo ritorno trascorrendo intere giornate affacciata ad essa. Il marito non tornò mai più, forse morto in battaglia, e la donna rimase fino al momento della sua morte in attesa del marito affacciata alla finestra. Il mistero gira attorno ad essa dal momento in cui si racconta che, non appena la persiana venne chiusa in seguito alla morte della donna, dentro casa iniziarono a verificarsi strani fenomeni ma, non appena la finestra venne riaperta, tutto tornò alla normalità. A tratti perturbante, a tratti affascinante, la finestra di Palazzo Budini-Gattai è diventato nei secoli uno dei misteri più interessanti della città di Firenze.

Le buchette del vino:

Passeggiando per le strade e i vicoli di Firenze, con un po’ di attenzione, si può notare che su alcune facciate degli antichi palazzi nobiliari vi sono poste, all’altezza del gomito, delle piccole finestrelle incorniciate in pietra a forma di tabernacolo: si tratta delle antiche buchette del vino. Esse risalgono alla Firenze rinascimentale del ‘500 e venivano usate per la vendita del vino nell’ora crepuscolare quando i lavoratori concludevano la loro giornata e potevano godersi un bicchiere di vino Chianti a pochi fiorini, bussando alla finestrella un servo passava loro il bicchiere e la finestra veniva poi richiusa.  Nel corso del ‘600 le buchette del vino furono poi utilizzate anche dai vinai della città durante l’epidemia della peste per evitare il contagio. Con gli anni, le buchette del vino si sono spente e quelle rimaste attive nella città sono poche ma da visitare. Alcune di esse si possono trovare in: Via de’ Bardi 44; Via de’ Benci 3; Via de’ Benci 20 e Via dei Federighi 2.