Flessione produttiva per l’industria molitoria italiana: gli incrementi delle quotazioni delle materie prime minacciano il comparto

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grano agricolturaVENEZIA – Nel corso dell’Assemblea Generale annuale, Italmopa ha reso noti i dati 2021 relativi al comparto molitorio nazionale caratterizzati da un andamento difforme per quanto concerne i volumi produttivi dei comparti della macinazione del frumento tenero e del frumento duro. I volumi di sfarinati prodotti dall’industria molitoria nazionale si sarebbero così attestati, nel 2021, in 7.810.000 t con una flessione del 3,5% circa rispetto ai volumi calcolati nel 2020 pari a  8.096.ooo t mentre il volume complessivo dei prodotti dell’industria molitoria italiana – comprensivi nella fattispecie anche dei sottoprodotti della macinazione – avrebbe raggiunto 11,130 milioni di tonnellate (11,550 milioni di tonnellate nel 2020).

Sulla base degli indicatori relativi alla produzione e ai prezzi delle diverse tipologie di sfarinati e sottoprodotti della macinazione, il fatturato dell’industria molitoria, da parte sua, avrebbe complessivamente raggiunto 4,288 miliardi di euro con un incremento dell’11,4% rispetto al fatturato 2020 calcolato in 3,850 miliardi di euro. La crescita del fatturato appare, percentualmente, significativamente inferiore al violento incremento dei costi di produzione, ed in particolare dei costi delle materie prime agricole ed energetiche che ne rappresentano complessivamente oltre l’80 percento.

Il comparto molitorio, il quale si è pertanto fatto responsabilmente carico di una parte estremamente rilevante di tali aumenti, è risultato così spettatore forzato di un andamento schizofrenico dei mercati internazionali che ha travolto il settore e che ha minacciato, e sta tuttora minacciando, la sua stessa sopravvivenza.

Per quanto concerne il comparto della macinazione del frumento tenero, si è verificato un incremento complessivo dei volumi produttivi di farine pari all’1,1 %  rispetto al 2020 – riconducibile, in particolare, ad un aumento significativo della richiesta di farina da parte dei canali biscotteria/lievitati/pasticceria (+4,7 %) da un lato e produzione pizza (+9,7%) dall’altro che ha compensato la riduzione della domanda proveniente dal canale della vendita al dettaglio (-21,1%) che aveva registrato, nel 2020, una forte crescita per via di fenomeni di accaparramento verificatisi nella prima fase dell’emergenza Covid.

Positiva la richiesta proveniente dalla panificazione (+0,4%) dopo la forte contrazione registrata nel 2020. Tuttavia, non può essere considerata un’inversione di tendenza rispetto ad una dinamica flessiva dei consumi del pane in atto da molti anni. Si conferma, infine, l’ottimo trend delle esportazioni farine che hanno registrato, anche nel 2021, una robusta crescita (+16%) rispetto al 2020 (incremento, negli ultimi 10 anni, pari a +235%).

Il fatturato del comparto molitorio a frumento tenero, tenuto conto dell’incremento medio, rispetto al 2020, del prezzo delle farine (+16,2%) e delle crusche (+23,4%) – risultante in primis dall’incremento della materia prima frumento tenero (+29,5% rispetto al 2020) ma anche dei costi energetici e logistici – dovrebbe situarsi, nel 2021, in 2,093 miliardi di euro con un incremento del 12,5% rispetto al fatturato 2020 calcolato in 1,861 miliardi di euro.

Per quanto riguarda il comparto della macinazione del frumento duro è stata costatata, nel 2021, una riduzione complessiva, rispetto al 2020, del 7,7 % circa della produzione di semole ascrivibile essenzialmente alla contrazione della domanda di semole destinate alla produzione di pasta. Nonostante la riduzione dei volumi produttivi, l’industria molitoria a frumento duro ha registrato, nel 2021, un incremento del 10,4% del proprio fatturato per via dell’aumento delle quotazioni delle semole (+19,8%) e dei sottoprodotti della macinazione (+17,4%) quale diretta conseguenza delle tensioni, senza precedenti, sui prezzi delle materie prime accentuatesi a decorrere dal secondo semestre dell’anno. Il fatturato del comparto è stato così calcolato in 2,195 miliardi di euro rispetto al fatturato 2020 stimato in 1,989 miliardi di euro.