
Anche da un punto di vista economico la ripresa presenta ancora delle fragilità e dei rischi. “Campagne vaccinali di successo e azioni coordinate da parte dei governi e delle banche centrali hanno permesso la ripresa dell’economia globale” e “molti dei nostri Paesi hanno lanciato dei piani di ripresa per dare impulso alla crescita, ridurre le diseguaglianze, promuovere la sostenibilità”. Quello che sta emergendo è “un nuovo modello economico” che deve “promuovere una ripresa più equa”, sostenendo in particolare “i lavoratori informali, gli abitanti delle zone rurali e le piccole imprese” che sono stati messi “a dura prova” dal Covid.
Di fronte a queste sfide, è la conclusione di Draghi, “il multilateralismo è la migliore risposta ai problemi che affrontiamo oggi. Per molti versi, è l’unica soluzione possibile. Dalla pandemia, al cambiamento climatico, a una tassazione giusta ed equa, fare tutto questo da soli, semplicemente, non è un’opzione possibile”. La giornata di Draghi, oltre ai lavori del Summit, è stata però scandita anche da una serie di incontri bilaterali, il principale dei quali è stato quello con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, con il quale non c’era stato più un colloquio faccia a faccia (ma solo una telefonata) dalla polemica dell’aprile scorso, quando il premier aveva definito Erdogan un “dittatore”.
In un “costruttivo scambio di vedute”, si è parlato di crisi afgana, Libia e del “partenariato bilaterale” con “opportunità di suo ulteriore rafforzamento”. Tra gli incontri di oggi, anche quello con il presidente della Repubblica democratica del Congo Felix Tshisekedi, a cui Draghi ha chiesto aggiornamenti sulle indagini riguardanti l’omicidio dell ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci, avvenuto nel febbraio scorso durante un tentativo di rapimento.











