
Ognuno dei 28 ragazzi ritratti ha il volto coperto dalle mani: sono “giovani – spiega il celebre fotografo di moda – che celano la parte per noi più rappresentativa. Perché questa scelta? Certo perché nascondersi è il primo istintivo gesto per sottrarsi alla violenza nel tentativo di non vedere, di oscurare l’inguardabile, di difendere la parte in cui tutti identifichiamo noi stessi”. Ai 28 scatti si accompagnano altrettanti racconti scritti dalla fondatrice e responsabile della Comunità il Piccolo Principe, Patrizia Corbo.











