Giovedì Santo 2020, il messaggio di Papa Francesco

ultima cena croce

Nella Messa in Coena Domini in una Basilica vaticana quasi deserta Papa Francesco ha ricordato i preti morti per Covid-19 e quelli calunniati

ROMA – É un Giovedì Santo particolare quello che stiamo vivendo a causa delle misure restrittive imposte per arginare a diffusione del Coronavirus, che hanno cambiato le nostre abitudini di vita. É, però, anche il primo dei tre giorni del Triduo Pasquale, i più importanti per i Cristiani. Le celebrazioni di questo 2020 saranno senza la presenza dei fedeli, comprese quelle di Papa Francesco, che alle 18 di oggi ha celebrato la Messa in Coena Domini in una Basilica vaticana pessochè vuota, come già era stato nella Domenica delle Palme. Omeso il tradizionale rito della lavanda dei piedi.

Con indosso i parametri bianchi, alla presenza soltanto dei lettori, i cantori, alcuni sacerdoti e alcune religiose, un vescovo e il cardinale Angelo Comastri, tutti a distanza di sicurezza, Papa Francesco ha aperto la celebrazione con il canto del Gloria. La prima Lettura è stata tratta dal Libro dell’Esodo, riferita alle prescrizioni date dal Signore al suo popolo, per mezzo di Mosè e Aronne, per la cena pasquale. La seconda era un brano della seconda Lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi che ai fedeli ricorda: “Ogni volta che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché Egli venga”.

Durante l’omelia il Santo Padre ha sottolineato tre parole che sono tre realtà al centro del Giovedì Santo: l’Eucaristia, il servizio, l’unzione. “Il Signore vuole rimanere con noi, nell’Eucaristia – ha affermato Papa Francesco – e noi diventiamo il suo tabernacolo. Gesù,  arriva a dire che se non mangiamo il suo corpo e non beviamo il suo sangue, non entreremo nel Regno dei Cieli. Ma per entrare nel Regno dei Cieli è necessaria anche la dimensione del servizio. Servire, sì, tutti. Ma il Signore, in quello scambio di parole che ha avuto con Pietro, gli fa capire che per entrare nel Regno dei Cieli dobbiamo lasciare che il Signore ci serva, che sia il Servo di Dio servo di noi. E questo è difficile da capire”.

Il Papa ha voluto esprimere la sua vicinanza a tutti i sacerdoti. “Tutti dal primo all’ultimo”, ricordando quelli che sono morti in Italia a causa del Covid-19, prestando servizio agli ammalati, assieme ai medici e al personale sanitario. “sono i Santi della porta accanto”. Oggi vi porto nel mio cuore e vi porto all’altare”, ha affermato Papa Francesco. E poi ci sono i sacerdoti calunniati che per strada vengono insultati:”Tante volte succede oggi, non possono andare in strada perché dicono loro cose brutte”.

A tutti ha raccomandato solo una cosa: “non siate testardi come Pietro. Lasciatevi lavare i piedi. Il Signore è il vostro servo, Lui è vicino a voi per darvi la forza, per lavarvi i piedi”. e ha chiesto loro che perdonino.

Il Papa ha concluso ringraziando il Signore per il sacerdozio e per i sacerdoti e ha detto: “Gesù vi vuole bene. Soltanto chiede che voi vi lasciate lavare i piedi”.