Categorie: Attualità

Gli americani rinunciano a cani e gatti, colpa dell’inflazione

NEW YORK – Gli americani scaricano cani e gatti e la colpa è dell’inflazione. Dopo aver aperto le porte delle loro abitazioni a migliaia di animali domestici durante la pandemia – una famiglia su cinque ne ha adottato uno nell’emergenza Covid – i cittadini statunitensi ora sono costretti a rinunciarvi a causa del caro prezzi. Il 14% infatti non può permettersi le spese legate a cani e gatti mentre un altro 12% che era in difficoltà nella gestione del suo animale domestico è riuscito a trovare una nuova casa al suo quattro zampe.

Le strutture che ospitano animali abbandonati e in cerca di adozione sono alle prese con boom di coloro che restituiscono gli animali adottati. E temono che un numero ancora maggiore possa essere abbondonato in strada. Con l’inflazione che galoppa mantenere un cane o un gatto è una spesa non indifferente. Secondo alcune stime, un cane costa in media 1.000 dollari l’anno e un gatto 650 dollari. Ma emergenze veterinarie improvvise possono far volare il costo a migliaia di dollari proprio mentre le quattro famiglie americane su dieci affermano che un conto veterinario inatteso da 999 dollari potrebbe costringerle a indebitarsi.

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Redazione L'Opinionista

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