Grasso ricorda Piersanti Mattarella: ‘Ucciso per fermare il cambiamento’

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Pietro Grasso

ROMA – Il 6 gennaio di 41 anni fa la mafia uccise Piersanti Mattarella e oggi lo ricordano in molti tra politici e magistrati. “Piersanti Mattarella – dice il leader di Leu ed ex Pm, Pietro Grasso – aveva avviato un rinnovamento politico, culturale e civile; voleva che la nostra terra fosse libera dalle logiche mafiose per sviluppare le sue potenzialità con trasparenza e rigore. Un sogno per tutte le persone oneste. Per questo fu ucciso”.

“Quel giorno – aggiunge – ero il magistrato di turno e mi precipitai in via della Libertà, a Palermo. Fu la mia prima indagine di mafia. Ricordo la confusione, lo sgomento di tutti e la sensazione che con Mattarella avevamo perso l’occasione di un cambiamento”.