La storia segue Greta, una bambina di dieci anni che osserva il mondo con lucidità e coraggio. Ispirata dalle battaglie di Greta Thunberg, decide di agire: insieme all’amico Sauro libera un cucciolo di orso polare dalle mani di due bracconieri. Da quel gesto impulsivo nasce un viaggio avventuroso e formativo, un percorso che li spinge a tentare l’impossibile: riportare l’animale al Polo Nord. Un cammino fatto di ostacoli, incontri e scelte che mettono alla prova la loro determinazione.
Carboni costruisce il film come una favola senza filtri, capace di affrontare uno dei temi più urgenti del nostro tempo: il rapporto tra uomo e natura. «Il compito del cinema non è solo mostrare la realtà, ma contribuire a inventarne una nuova», spiega il regista, rivendicando l’ambizione di offrire ai giovani uno sguardo capace di formare coscienza e responsabilità. Greta e le favole vere rimette al centro valori semplici ma oggi controcorrente: amicizia, coraggio, scelta. Una storia che invita a non restare spettatori, ricordando che anche le favole possono indicare la direzione.
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