Huawei, il prof. Verganti: “Trump aiuta l’indipendenza tecnologica dell’Asia”

MILANO – “La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e il bando nei confronti di Huawei, nel lungo termine potrebbero portare a un’indipendenza tecnologica asiatica che si tradurrebbe in una contrapposizione geopolitica. Non escludo che nel lungo termine Trump possa favorire l’Asia”. E’ questo il parere all’Ansa di Roberto Verganti, professore di leadership e innovazione alla School of management del Politecnico di Milano, che in quest’ottica giudica positivamente la mossa di Apple di puntare piu’ sui servizi ‘fatti in casa’ che sull’iPhone per la cui produzione dipende ancora dalla Cina.

“Il bando di Trump potrebbe portare alla creazione da parte di Huawei di una piattaforma software per il mondo asiatico”, osserva Verganti. “Si creerebbero quindi due schieramenti diversi, Occidente e Asia, geopolitici e tecnologici. Da un lato i software di Google e Apple, dall’altro i sistemi operativi di Huawei e Samsung – aggiunge l’esperto – Se questi due grandi ecosistemi cominciano a divergere tecnologicamente tra loro, e a convergere invece al loro interno, si formeranno attorno a loro sistemi geopolitici sempre piu’ autonomi. Le tecnologie e le piattaforme digitali sono cosi’ potenti che forgiano l’evoluzione dei sistemi geopolitici”.

E la mossa di Huawei di vendere i brevetti 5G (anticipata dall’Economist, ndr) secondo Verganti confermerebbe questa tesi oltre che permetterebbe all’azienda cinese di capitalizzare il vantaggio che ha su questa tecnologia. “Le aziende Usa – osserva Verganti – sono ancora fortemente dipendenti dalla Cina, pensiamo all’iPhone impossibile al momento da produrre e assemblare in America, ecco perche’ Apple fa bene a muoversi sui servizi streaming. Sta riposizionando il suo business e creando una sinergia tra dispositivi, software e contenuti. E la decisione di mantenere prezzi bassi sui servizi lanciati e’ l’operazione commerciale di chi entra un po’ in ritardo in un mondo in rapidissima espansione e anche saturazione. L’azienda che deve preoccuparsi molto e’ Netflix perche’ e’ mono prodotto”.

“Apple non ha perso la capacita’ di innovare, si sta reinventando dopo aver perso un po’ di treni”, aggiunge l’esperto, sottolineando che la vera innovazione di Cupertino sta “nei dispositivi indossabili e nelle app salute”, ma anche nelle cuffiette AirPods. Questi dispositivi interagiranno sempre piu’ tra loro grazie agli assistenti vocali e tra un po’ renderanno superfluo anche l’uso dello smartphone che “si potra’ lasciare a casa”.

“Il nuovo iPhone – spiega Verganti – e’ solo un miglioramento di prestazioni rispetto ai modelli precedenti, con tre fotocamere, una prova di muscoli di un’azienda rimasta un po’ indietro, ma non e’ piu’ la parte interessante di Apple. Non e’ poi cosi’ sorprendete che il mercato dei telefonini perda valore e anche il 5G, come tutte le transizioni passate, sara’ interessante ma non cambiera’ immediatamente la vita”.