“Il Maestro”, alla scoperta del libro di Melanie Francesca

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“Un libro pieno di verità che in questo difficile momento tra guerra e post lockdown, grandi rivoluzioni e instabilità economico-sociale, tutti dovremmo leggere”

il maestro melanie francescaDall’osservatorio privilegiato di Abu Dhabi e Dubai, tra una corsa in barca e castelli di sabbia durante il lockdown, Anna osserva il nuovo assetto mondiale dove la differenza tra vita reale e virtuale si annulla e gli uomini si trasformano in esseri internettiani. La rete anestetizza la capacità di provare emozioni vere, allontanandoci l’uno dall’altro e anche dal proprio corpo, mentre la mente corre sedotta dal gioco frenetico del bombardamento digitale, di fronte al quale la concretezza della quotidianità risulta lenta e insoddisfacente.

L’unico antidoto a tutto questo sembrano essere gli insegnamenti di un Maestro, figura enigmatica e potente che guida al risveglio interiore attraverso insegnamenti antichi provenienti da un mondo lontano. Vivere nel presente, esercitarsi a non coltivare desideri inutili, conoscere e amare sé stessi per essere a propria volta amati; combattere le ossessioni schiavizzanti dei social, dell’ultimo prodotto tecnologico o della fidanzata sempre più giovane e bella. Perché solo l’incontro con gli altri, la ricerca spirituale, il ritorno al vecchio mondo fisico in difesa dell’ambiente, sono le tappe di un processo di guarigione personale che è la vera rivoluzione da cui ognuno dovrebbe partire per salvare il pianeta.

Quella di Melanie Francesca è la divertente narrazione della rutilante giostra dubaiana tra il jet set internazionale e una patinata vita familiare – con le problematiche del matrimonio interculturale, del ruolo di madre e moglie da copertina e dell’intramontabile paradossale velleità di paladina dei diritti sociali – ma pure un’accorata riflessione sulla libertà che non può essere strappata con la forza. Come succede ora, in un mondo malato, dove i governi comandati da uomini dominati dal proprio ego carico di cupidigia tengono in scacco le masse derelitte dell’umanità.

La lettura risulta piacevole e divertente. La materia trattata, seppur impegnativa, si affida a una scrittura chiara e scorrevole attraverso l’elemento autobiografico del Diario, e diviene appassionante grazie alle doti di grande sensibilità e pacatezza di comunicazione rivelate dall’autrice.

Alla Dubai avveniristica e irriverente del passato, dove Anna è sempre stata intrappolata nel suo ruolo di bellissima moglie da esibire e di madre perfetta, si contrappone un presente incerto tra pandemia, lockdown e conflitti. E i ricordi di scenari da mille e una notte, di una vita annegata nel lusso, si mescolano a sua volta a un passato ancor più remoto.

Attraverso lo sguardo saggio di un maestro spirituale, Anna riflette sul senso della vita e sulla presenza dell’uomo su questo pianeta. Anche nelle difficoltà più estreme e nella povertà più nera le chiavi del successo e del benessere sono a portata di tutti: basta saperle usare. Dopo un percorso sofferto di risveglio interiore, Anna scopre il segreto delle coincidenze e la necessità del dolore, come affrontare persone spinose e l’apparente caos delle nostre esperienze. Un manuale di sopravvivenza alla turbolenta crisi dei nostri giorni e alle più piccole ma non meno importanti crisi interiori che costellano la nostra esistenza.

In fondo la pandemia ha insegnato al mondo che quello che può sembrare il tuo nemico può essere, in realtà, il tuo prezioso alleato.

LA CONTRADDITTORIA FAVOLA DI ANNA

C’è una forte componente di ricchezza e di lusso nei libri dove Anna si pone come protagonista nelle vesti di moglie di un marito importante, e quindi moglie da esibire in cene e convention eleganti, testimone di incontri con personalità d’eccezione come Bill Gates, Clinton, rockstar e stilisti famosi, amici di un marito che frequentando Davos si pone come fautore del progresso moderno. Lei che ha velleità di ribelle, di riformatrice, di giustiziera che combatte l’avanzare del transumanesimo rispetto al consorte che facendo il businessman è invece il rappresentante più perfetto di una società che lei, in fondo, contesta. Lei che tiene comizi complottisti contro le idee del compagno che conoscendo personalmente Fauci crede solo nelle doti miracolose dell’ultimo vaccino.

Così la bionda Anna e l’arabissimo Mohammed combattono e trovano, alla fine, un prezioso equilibrio. La diversità arricchisce, e la contrapposizione Occidente-Medio Oriente si risolve nell’amore.

L’OCCIDENTALE

Mai come oggi la parola occidentale con le tematiche sopracitate ricorre in ogni salotto, talk-show e trasmissione ed emerge proprio dalla circostanza della guerra in cui all’improvviso ci si ritrova divisi in due blocchi: quello occidentale e quello non occidentale.

Forse anche la risoluzione di un possibile conflitto mondiale si rispecchia nei cuori di ognuno: se risolviamo questa guerra nel piccolo delle nostre famiglie, si risolve anche nel grande.

UNO SGUARDO SULL’ATTUALITÀ

Nei libri di Melanie, e molto ne Il Maestro, emerge il ritratto del mondo mediorientale, tra il progresso postmoderno di architetture e una vita a sette stelle e la realtà apparentemente retrograda della tradizione del deserto. Emerge pure il pluralismo della cosiddetta terza cultura che contempla la convivenza di una mescolanza di etnie che convivono pacificamente anche se sotto l’uniformità di leggi ferree, una monarchia che alla fine risulta più libera della nostra apparentemente libertaria democrazia.

Ne Il Maestro c’è questo sguardo profondo e preciso sulla società moderna e il suo futuro, dal punto di osservazione di una Abu Dhabi sotto lockdown dove il green pass arriva un anno prima che in Europa, ma dove da subito ospedali e strutture funzionano paradossalmente più che alle nostre latitudini.

Si affronta il tema della famiglia, di chi laggiù si sente moralmente superiore agli europei perché “qui abbiamo ancora i valori”, e noi ci scopriamo pieni di ferite: forse è vero che da noi non si crede più a tante cose, che la famiglia è semidistrutta, che non c’è più Dio.

Noi occidentali che crediamo di essere al centro dell’universo e poi vediamo che tutta l’India, il Pakistan, il Medio Oriente e l’Asia che non ci reputano poi così buoni e democratici, anzi. E quindi l’occidentale Anna, in questo libro, si sente anche molto orientale, con tutti i pudori e le certezze ereditate da amiche che credono fermamente in Dio, nella famiglia, nella sacralità dei bambini.

LA MACCHINA E IL CUORE

Pure gli insegnamenti del Maestro sono una guida di maturazione. Al di là delle astrazioni mentali, Il Maestro si pone come una guida pratica verso il risveglio interiore, mescolando le sue lezioni a tratti, intercalandole alla normalità del presente, facendo della vita il primo campo di battaglia. Una chiave per restare umani in un mondo che con l’accelerazione tecnologica vuole renderci sempre più distanti dalla nostra natura trasformandoci in ibridi tecnologici. La mistura carne-robot del transumanesimo che stando dietro l’angolo rende sempre più concreta e minacciosa la vittoria della macchina sul cuore.

BIO

Melanie Francesca è giornalista di costume, scrittrice, artista e personaggio televisivo. Ha pubblicato tredici libri che spaziano dal romanzo alla poesia e hanno avuto madrine di eccezione come Nanda Pivano e Barbara Alberti. Come artista diplomata all’Accademia di Belle Arti a Venezia, Melanie Francesca ha esposto a Parigi, Milano, Mosca e in Medio Oriente. Con l’opera The Box ha partecipato ad Art Dubai nel 2016 sotto il patrocinio del ministro della Cultura degli Emirati Arabi e successivamente nella galleria Cap Contemporary Art Platform. Vive tra Dubai e Lugano.