Economia

IMU, dal 2026 cambiano le regole: sconti e stop al pagamento per tantissimi italiani

Dal 2026 nuove regole IMU: esenzioni e riduzioni legate a rendita catastale, requisiti più flessibili e sostegno ai piccoli comuni italiani

Dal 2026 entra in vigore una nuova disciplina che modifica significativamente l’IMU per diversi cittadini, offrendo esenzioni e riduzioni mirate per chi possiede immobili in Italia pur vivendo stabilmente fuori dai confini nazionali.

IMU: buone notizie per molti italiani – (lopinionista.it)

La recente legge, già approvata dalla Camera, ridefinisce i criteri di applicazione del tributo, introducendo un meccanismo più equo e selettivo, basato soprattutto sul valore catastale degli immobili e sui legami territoriali pregressi.

Nuove regole per l’IMU

La normativa rivolta a chi si è trasferito all’estero dopo almeno cinque anni di residenza in Italia prevede una graduazione dell’IMU calcolata sulla base della rendita catastale dell’immobile. Gli immobili con rendita catastale fino a 200 euro sono esentati dal pagamento dell’IMU, una misura che tutela le abitazioni di minor valore e riduce il carico fiscale per i piccoli proprietari non residenti.

Per le abitazioni con rendita catastale compresa tra 201 e 300 euro, l’imposta si applica in misura ridotta al 40% di quanto previsto normalmente. La riduzione scende al 67% per le case con rendita tra 301 e 500 euro. Oltre questa soglia, restano valide le regole ordinarie senza agevolazioni specifiche.

Questo nuovo schema rappresenta un cambio di paradigma rispetto al passato, superando criteri più generici e puntando a un’imposizione più proporzionata al valore reale degli immobili, con particolare attenzione alle esigenze dei piccoli centri abitati.

Le agevolazioni non si applicano a tutte le proprietà, ma solo a una singola unità immobiliare ad uso abitativo per ciascun contribuente. L’immobile deve essere nella piena disponibilità del proprietario, quindi non può essere né locato né concesso in comodato d’uso a terzi. Un ulteriore vincolo riguarda la localizzazione: la casa deve trovarsi nel comune dell’ultima residenza in Italia prima del trasferimento all’estero, e tale comune deve avere una popolazione inferiore a 5.000 abitanti.

Chi può non pagare l’IMU – (lopinionista.it)

Questa scelta normativa punta a sostenere i piccoli comuni italiani, spesso soggetti a spopolamento, mantenendo vivo il legame tra l’immigrato e il proprio territorio d’origine.

Un elemento di novità rilevante riguarda l’eliminazione del riferimento allo status di pensionato e all’iscrizione all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE), che fino ad oggi costituivano condizioni imprescindibili per accedere alle agevolazioni IMU. La legge n. 178/2020, che collegava il beneficio alla percezione di una pensione in base a convenzioni internazionali e all’iscrizione AIRE, viene sostituita da un approccio più oggettivo.

Ora, la platea dei beneficiari si allarga, concentrandosi su elementi concreti come la durata della residenza in Italia, le caratteristiche dell’immobile, e la dimensione demografica del comune interessato. Questo approccio più flessibile mira a un prelievo fiscale più giusto e proporzionato, valorizzando il ruolo sociale degli immobili nei piccoli centri.

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Redazione T

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