Incidenti sul lavoro, Fico: “Necessario forte impegno per contrastare piaga sociale”

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ROMA – Pubblichiamo qui di seguito la dichiarazione del Presidente della Camera, Roberto Fico, in occasione della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro:

“La sicurezza sul lavoro costituisce un fronte su cui dobbiamo moltiplicare gli sforzi. Nella Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro ricordiamo quanti hanno perso la vita o hanno subito gravi lesioni personali nello svolgimento della propria attività, ma rinnoviamo anche l’impegno forte di tutti a contrastare questa terribile piaga sociale.

772 persone, secondo le più recenti statistiche dell’INAIL, sono morte nei primi otto mesi dell’anno sul luogo di lavoro. Questo dato è assolutamente inaccettabile per un paese civile. Fotografa una situazione grave che va affrontata con la massima determinazione e il massimo impegno. A ciò si aggiunge che, sempre nei primi otto mesi dell’anno, le denunce di incidenti sul lavoro sono state circa 350.000, oltre 27mila in più rispetto allo stesso periodo del 2020.

Non possiamo ignorare che dietro a ciascuna di queste tragedie c’è il sostanziale fallimento di una parte del sistema produttivo, priva di quegli strumenti necessari a fare del luogo di lavoro uno spazio di emancipazione dei diritti, di sicurezza, di libertà civile, di riscatto e di dignità, nel quale non soltanto si garantiscano ma si valorizzino il benessere e la salute dell’individuo.

Per questo motivo l’impegno per la prevenzione e i controlli così come per pene severe in caso di gravi inadempienze deve essere al centro dell’operato della politica e delle Istituzioni. Oggi più che mai garantire la sicurezza dei lavoratori costituisce non solo un obbligo giuridico, ma un dovere morale e civile inderogabile.

Un obiettivo da condividere con le associazioni dei datori di lavoro, con i rappresentanti dei lavoratori e con le Istituzioni. Sono convinto che il nostro Paese saprà essere all’altezza di questa sfida che ci vede tutti, nessuno escluso, impegnati in prima linea”.