Isabella Potì racconta come unisce vita familiare e alta cucina, dagli esordi al Bros’ fino alla nuova consapevolezza maturata nel podcast
Come si conciliano famiglia e passione quando la cucina è una vocazione totalizzante? Lo abbiamo chiesto a Isabella Potì, classe 1995, una delle chef under 40 più influenti della nuova scena gastronomica italiana. La sua storia parte da Lecce, passa per alcune delle cucine più prestigiose d’Europa – dal Geranium di Copenhagen al Mirazur di Mentone – e torna in Salento, dove a soli vent’anni apre Bros’ insieme al compagno e collega Floriano Pellegrino, conquistando nel 2018 la stella Michelin.
Oggi Potì è chef, imprenditrice e madre. Un ruolo che non vive come una frattura, ma come un’estensione naturale del suo percorso. «Quando lavori così tanto è difficile spiegare questo mestiere a chi fa altro. Condividere lavoro e vita è il modo migliore per capirsi e sostenersi», racconta nel podcast “Madeleine, la cucina ricorda”, prodotto da HQF Studio e condotto da Elisa Del Mese.
La sua identità culinaria nasce dall’incontro tra due mondi: la Puglia e le origini polacche della madre. È proprio nella cucina di casa che scopre la sua strada: niente merendine, solo dolci preparati insieme alla mamma Ela e alla sorella Eva. Tra i ricordi più vividi c’è il tiramisù, «con savoiardi poco imbevuti e una crema ricca, quasi un mattone».
La disciplina arriva presto. Il soufflé diventa la sua prima grande sfida tecnica: «I primi non uscivano bene, ma quella difficoltà mi ha spinta a continuare». Oggi è un piatto immancabile nei menu del Bros’. Tra i simboli del ristorante c’è anche il timballo, che Potì scherza di voler proteggere con un “diritto d’autore”.
Per lei il talento si misura nella semplicità: «Dal piatto più semplice capisci se una persona è portata. Basta vedere come fa il sugo». Accanto al rigore, convivono piccole passioni: il burro – «pane e burro, meglio se salato» – e la musica in cucina, indispensabile per dare ritmo al lavoro di brigata.
Potì riflette anche sul cambiamento della formazione gastronomica: «Quando ho scelto l’alberghiero molti insegnanti erano preoccupati. Oggi sappiamo che non è così, ma paradossalmente dagli alberghieri arriva solo il 10% dei cuochi: molti arrivano da altri percorsi».
La puntata dedicata a Isabella Potì chiude la prima stagione di Madeleine ed è già disponibile su Spotify e sulle principali piattaforme di streaming.











