Con l’inizio del nuovo anno si torna a parlare di ISEE, il tempo per l’aggiornamento annuale dei dati sta finendo.
Il conto alla rovescia per il rinnovo dell’ISEE 2026 è ufficialmente iniziato e restano soltanto 15 giorni per evitare la sospensione di numerosi bonus INPS. L’aggiornamento dell’indicatore economico rappresenta un passaggio obbligato per continuare a ricevere molte prestazioni, perché senza una nuova DSU l’Istituto non può verificare i requisiti.
La scadenza del 31 gennaio riguarda la maggior parte dei sostegni economici, con l’unica eccezione dell’Assegno Unico, che segue un calendario differente. Il mancato rinnovo comporta la sospensione dei pagamenti già dal mese di febbraio, anche se la domanda originaria resta valida e non viene annullata.
La scadenza si avvicina, ecco cosa fare
Per questo motivo è fondamentale procedere con l’aggiornamento entro i termini, evitando interruzioni che potrebbero creare difficoltà economiche alle famiglie più fragili. Tra le prestazioni che richiedono l’ISEE aggiornato entro il 31 gennaio rientra l’Assegno di Inclusione, che prevede un limite massimo di 10.140 euro.

Lo stesso tetto vale per il Supporto per la Formazione e il Lavoro, misura destinata a chi partecipa a percorsi di attivazione lavorativa. Per la Carta Acquisti, invece, il valore dell’indicatore non deve superare 8.230,81 euro, soglia necessaria per continuare a ricevere il beneficio.
Se i contribuenti non rinnovano l’ISEE entro la scadenza, l’INPS sospende gli accrediti da febbraio e blocca l’erogazione fino alla presentazione della nuova DSU. La sospensione non comporta la perdita definitiva del diritto, ma blocca i pagamenti fino alla regolarizzazione della posizione.
L’Assegno Unico segue una tempistica diversa, perché per ottenere l’importo corretto l’ISEE deve essere aggiornato entro il 28 febbraio 2026. L’importo massimo di 203,80 euro mensili spetta solo con un indicatore non superiore a 17.468,51 euro, mentre oltre questa soglia l’assegno si riduce progressivamente.
Con un ISEE superiore a 46.582,71 euro, oppure in assenza di rinnovo, l’importo scende automaticamente al minimo garantito di 58,30 euro mensili. Se la DSU non viene presentata entro febbraio, da marzo l’INPS applicherà il valore minimo, con una riduzione significativa dell’importo spettante.
Gli arretrati possono comunque essere recuperati presentando la dichiarazione entro il 30 giugno 2026, data ultima per il ricalcolo retroattivo. Senza un ISEE aggiornato, le conseguenze sono immediate e riguardano tutte le principali prestazioni collegate al reddito.
Da febbraio sospenderanno Assegno di Inclusione, SFL e Carta Acquisti, mentre da marzo ricalcoleranno l’Assegno Unico al minimo. Il rinnovo tempestivo della DSU è quindi essenziale per evitare interruzioni o riduzioni degli importi, garantendo continuità nei sostegni economici.
Con l’avvicinarsi della scadenza, è consigliabile procedere quanto prima, evitando ritardi che potrebbero compromettere l’erogazione dei bonus. Ancora una volta, proprio in funzione delle novità del 2026, l’attenzione a documenti e dati dovrà essere massima, per evitare problemi sul lungo e sul breve periodo.











