“Non parlo del fatto che oggi il gruppo Stellantis non arriverà a produrre in Italia 400mila vetture e non parlo delle affermazioni del ministro Urso in proposito che appartengono alla fantascienza. Qui si va oltre: esce una notizia, non smentita, della vendita di Iveco e il governo non parla. Interrogato, Urso dice che ha appreso dai giornali la notizia. Non è un ministro economico, è uno passato di lì per caso. Immaginate in un altro Paese dell’orbe terraqueo che inizia un negoziato e il governo non viene informato”.
“Mi rivolgo direttamente alla presidente Meloni, perché rivolgersi a Urso è come farlo a un frigorifero: avverta Elkann che verrà usato il golden power, che imporrà condizioni tassative su occupazione e brevetti e comunque deve cercare in Europa un partner che dia più garanzie”. E poi: “Questo Paese è stato reso grande dall’industria. Oltre al golden power, chiediamo al governo un intervento sia sull’energia che su Industria 4.0”.
“Il governo sarebbe intenzionato a utilizzare i fondi del Pnrr per indennizzare le aziende colpite dai dazi di Trump. Ma questo significa dire agli italiani di finanziare i dazi di Trump. Invece occorre ripristinare un framework che consenta all’industria di competere. E l’energia è una emergenza. Oltre all’intervento su Iveco chiediamo prima possibile un dibattito parlamentare sulla politica industriale: noi siamo ragionevoli e collaborativi, abbiamo persino votato la separazione delle carriere perché era nel nostro programma, ma ci siamo stancati di vedere che il governo guarda con noncuranza il settore produttivo che è la spina dorsale del Paese”.
Benzoni e Sottanelli hanno detto che nei prossimi giorni andranno davanti agli stabilimenti Iveco di Brescia e Atessa per illustrare ai lavoratori le proposte di Azione, come in passato, ha ricordato Bonetti, è stato fatto davanti all’impianto di Suzzara. Benzoni ha ricordato come attorno agli stabilimenti Iveco ci siano decine di aziende che formano la filiera; va quindi evitato che gli stabilimenti “diventino luoghi di assemblaggio di pezzi fabbricati altrove”.
“Iveco – ha detto Rosato – nasce nel 1975, mettendo insieme 5 grandi aziende e costituendo un grande gruppo europeo con sede in Italia con una grande filiera. E’ un patrimonio costruito in 50 anni, bastano 5 mesi per distruggerlo”. In più, ha concluso Rosato, ci si attendono dal governo “parole chiare” anche sulla divisione difesa di Iveco che invece non verrebbe ceduta a Tata.
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