Musica

Kukla e Tonino Carotone: in radio il singolo “Tempo (Futuro incerto)”

MILANO – “Tempo (Futuro incerto)” (Maninalto!) è il nuovo singolo di Kukla e Tonino Carotone, in rotazione radiofonica da venerdì 22 maggio. “È un mondo difficile, è vita intensa, felicità a momenti e futuro incerto”. Ci sono versi capaci di attraversare il tempo senza perdere significato, che non appartengono a un’epoca precisa, ma che continuano a risuonare, adattandosi a sensibilità diverse. È il caso di “Me cago en el amor”, il brano con cui Tonino Carotone, nei primi anni Duemila, ha conquistato il pubblico internazionale, trasformando un’ironia amara in un inno generazionale. Oggi, quello stesso immaginario torna a vivere in una nuova forma. Nasce così “Tempo (Futuro Incerto)”, il nuovo singolo di Kukla con Tonino Carotone, un incontro artistico che non si limita alla citazione o al revival, ma si sviluppa come un dialogo autentico tra due epoche e due sensibilità.

Cantautrice milanese dall’estetica electro-pop raffinata, Kukla (Lesley Reina Fischer) prosegue il percorso che porterà all’album “Sistema Nervoso [Periferico\Centrale]” con un brano, scritto a quattro mani con lo storico collaboratore Carlo Bassetti, nato come dialogo autentico tra due epoche. Non un revival, ma una rilettura contemporanea che espande l’immaginario originale. «Ho scelto di prendere una frase che è rimasta nell’immaginario di tutti per darle una nuova casa, senza nostalgia ma con uno sguardo sul presente. “Tempo (Futuro Incerto)” è questo: un punto d’incontro tra ciò che siamo stati e quello che stiamo diventando», racconta Kukla.

Il singolo affronta il tema del tempo: quello che sfugge, che ritorna e che resta sospeso in un futuro incerto. Dal punto di vista sonoro, fonde elettronica e strumenti suonati in un groove caldo e dinamico, attraversato da suggestioni latine, mentre la voce di Kukla si muove tra italiano e spagnolo.

Il videoclip, diretto da Davide Del Mare (animazioni di Lucio Dallas, produzione Lateral Film), unisce live action e intelligenza artificiale in un racconto visivo sospeso tra memoria e trasformazione. Tutto comincia con Kukla che guarda in una vecchia televisione il video originale di “Me cago en el amor”. Poi Carotone esce dallo schermo, letteralmente, fisicamente e insieme intraprendono un “viaggio”. Attraversano errori, contraddizioni e trasformazioni dell’umanità come due testimoni silenziosi. Mentre cantano, la natura invade ogni spazio, ricopre gli oggetti, sommerge lentamente il mondo costruito dall’uomo con la stessa pazienza con cui il tempo consuma tutto. Nel finale, tra acqua e vegetazione, i due restano soli a guardarsi. Appena prima di inabissarsi. Sospesi in quello spazio sottile tra ciò che è stato, ciò che è e ciò che potrebbe ancora venire. L’estetica richiama il cinema di Pedro Almodóvar e Álex de la Iglesia: colori accesi, teatralità consapevole, sensualità mediterranea, ironia e senso del tragico che non si escludono, anzi, si cercano, si intrecciano, si reggono a vicenda.

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Redazione L'Opinionista

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