Premiato a Venezia e all’Euro Balkan Film Festival, il film “L’anno nuovo che non arriva” di Bogdan Mureșanu arriva nelle sale italiane dal 4 dicembre

La pellicola è una tragicommedia che esplora la psicologia collettiva di un Paese sull’orlo del cambiamento, dove l’umorismo diventa strumento per raccontare l’assurdità del potere. Ambientato in Romania nel dicembre 1989, alla vigilia del crollo del regime di Ceaușescu, il film intreccia le vite di sei personaggi fragili e sorvegliati, in un crescendo di ironia e tensione che culmina in un finale esplosivo.
“Non il solito film sulla rivoluzione rumena, ma un’opera sulla sua vigilia, sul momento in cui tutto può cambiare ma nessuno lo sa ancora”, spiega Mureșanu. “Ho scelto il tono della tragicommedia per raccontare l’umanità delle vite ordinarie esposte a grandi eventi storici”.
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Sinossi
È il 20 dicembre 1989. A Bucarest le notizie della rivolta di Timișoara arrivano frammentarie e filtrate. Sei persone si trovano inconsapevolmente nell’occhio del ciclone: un regista televisivo che deve salvare il suo show di Capodanno, un’attrice teatrale in crisi, uno studente che pianifica la fuga in Jugoslavia, un ufficiale della Securitate alle prese con il trasloco della madre, un operaio spaventato dalla lettera del figlio a Babbo Natale. Le loro vite, sotto la costante sorveglianza del regime, si intrecciano in un mosaico tragicomico che esplode con un petardo, preludio alla rivoluzione.











