Premiato a Venezia e all’Euro Balkan Film Festival, “L’anno nuovo che non arriva” di Bogdan Mureșanu racconta con ironia e tensione la vigilia del crollo del regime di Ceaușescu

Premiato come Miglior Film nella sezione Orizzonti dell’81ª Mostra del Cinema di Venezia e vincitore di tre riconoscimenti all’Euro Balkan Film Festival (tra cui Miglior Film per la Giuria Giovani e Miglior Attore Protagonista ad Adrian Vancică), l’opera è una tragicommedia che esplora la psicologia collettiva di un Paese sull’orlo del cambiamento, dove l’umorismo diventa strumento per raccontare l’assurdità del potere.
La trama
Ambientato in Romania nel dicembre 1989, alla vigilia del crollo del regime di Ceaușescu, il film intreccia le vicende di sei personaggi che cercano di mantenere un equilibrio mentre il sistema sociale si sgretola. Un regista televisivo, un’attrice teatrale in crisi, uno studente pronto a fuggire, un ufficiale della Securitate, una madre riluttante al trasloco e un operaio travolto dalle paure: esistenze fragili e sorvegliate che si incastrano in un mosaico di ironia e tensione, culminando in un finale esplosivo.
Il trailer
Le parole del regista
«Il regime di Ceaușescu è stato raccontato da molti registi rumeni, io volevo dare la mia interpretazione con un tono diverso, al limite della tragicommedia» – spiega Mureșanu – «Mi interessava mostrare come le persone comuni affrontano la sensazione di un mondo che svanisce, e l’umanità delle vite ordinarie esposte a grandi eventi storici».
Sinossi
È il 20 dicembre 1989. A Timișoara l’esercito reprime una rivolta, mentre a Bucarest le notizie sono scarse e filtrate. Sei persone si trovano inconsapevolmente nell’occhio del ciclone: le loro storie si intrecciano sotto la costante sorveglianza della Securitate, fino a un epilogo che segna l’inizio della rivoluzione.











