L’estate dell’incanto, l’ultimo libro di Francesco Carofiglio

francesco carofiglio

Francesco Carofiglio architetto, scrittore illustratore, con un passato ‘ attoriale’ con Giorgio Albertazzi, Massimo Venturiello e molti altri, ha maturato anche esperienze di regia e scenografia. Ha scritto per il cinema e la televisione, molto apprezzata fu infatti la sceneggiatura di “Il passato è una terra straniera” di Daniele Vicari, con Elio Germano e Michele Riondino.

La curiosità e la ricerca artistica di Francesco Carofiglio non si sono fatte mancare nemmeno il lavoro in coppia con il fratello Gianrico, anch’esso scrittore di successo, con la graphic novel “Cacciatori nelle tenebre” (2007) e “La casa nel bosco” (2014).

“L’estate dell’incanto” il suo ultimo romanzo è edito da Piemme, ed è dal 24 settembre in libreria. Questo “incanto” riguarda una bambina, Miranda, mentre lei non sa che il mondo è alla vigilia di una tragedia, è infatti l’estate del 1939.

È la narrazione dell’entusiasmo nei preparativi per la partenza, per la vacanza in campagna: da Firenze ,Miranda e la madre ,partono per la casa del nonno , il marchese Ugo Soderini, sulle colline pistoiesi.

Appare come una villeggiatura, è in realtà una fuga dalle prime deportazioni e dalla Seconda Guerra Mondiale. Eppure per l’ignara bambina sarà l’estate più bella della sua vita.

L’incanto non soltanto come grazia, bellezza, anche inteso come incantamento:la cascina del nonno, la campagna lussureggiante e il bosco misterioso che la circondano sono il teatro perfetto per le avventure spericolate insieme con Lapo, il figlio del fattore, le scorribande in bicicletta, le prove di coraggio, le scoperte pericolose, i balli paesani, il primo, innocente bacio.

E la foresta, il bosco, compare sempre, e misteriosamente, anche nei quadri del nonno, chiusi nel laboratorio che nessuno ha il permesso di visitare. Ritroviamo Miranda ottanta anni dopo, novantenne, donna di forte vitalità che ha vissuto appieno la propria esistenza.

Intervista a Francesco Carofiglio.

Miranda, ormai novantenne, tornando a quei giorni, a quella bambina ignara, che ancora non ha vissuto, sofferto, perduto trova più una consolazione, o una medicina, un antidoto?

Miranda, che é una novantenne ancora rivolta verso il futuro, riconosce in quell’estate, in quella bambina, la linfa vitale della rinascita, l’elisir di una nuova, inattesa, giovinezza.

Estate sinonimo di bellezza, dieci anni sinonimo di purezza. E’ dunque L’estate dell’incanto ‘l’ultima estate di innocenza?

L’estate del 39 É stata la linea di confine tra i mondi. Il primo settembre di quell’anno la Germania invade la Polonia e comincia la Seconda Guerra Mondiale. Miranda, come molti altri bambini, dovrà lasciare alle spalle l’unconsapevolezza felice della sua età e affrontare i fantasmi di un mondo cupo che sta arrivando.

La saggezza esiste?E la vecchiezza?E la morte.?

“Il nostro sacro mestiere/esiste da millenni./Con lui al mondo non occorre luce:/ma nessun poeta ha detto ancora/che la saggezza non esiste,/che non esiste la vecchiezza,/e forse nemmeno la morte”.

Sono i bellissimi versi di Anna Achmatova. E in qualche modo raccontano anche questa storia.

L’Estate dell’incanto è il racconto di un mondo in bilico?

Già. É proprio così. É la storia di un percorso inconsapevole e felice, lungo il ciglio di un burrone.

E poi il bosco, che ricorre nei tuoi romanzi come luogo di paura ed attrazione al tempo stesso. Le creature parlanti che vede o crede di vedere Miranda sono lo specchio delle nostre proiezioni,angosce?

Il bosco magico di Miranda é un luogo che esiste davvero, ma é anche la metafora del transito, del passaggio, del cambio di pelle. É un luogo che tutti abbiamo attraversato.

L’attenzione al dettaglio, che caratterizza tutte le tue narrazioni, rende una lettura visiva dell’estate dell’incanto, compatibile con una trasposizione cinematografica ..

Sì, mi piacerebbe molto che questa storia diventasse un film. E ho anche diverse idee su come potrebbe essere. Chissà.

Una volta hai detto che scrivere storie per ragazzi non è un passaggio indolore”Perche’?

Perché bisogna fare i conti con i desideri, la sofferenza, le promesse che magari non siamo stati capaci di mantenere. Perché bisogna parlare al bambino che siamo stati e fare i conti con il tempo trascorso. Perché tornare a correre a perdi fiato presenta anche dei rischi.

Quali sono i tuoi prossimi reading con l’Estate dell’incanto?

Ancora tanti incontri in giro per l’Italia. Sono felice di vedere che Miranda continua a correre insieme con me.

Progetti futuri?

Sto scrivendo un nuovo romanzo. Ma alla fine di ottobre uscirà per Piemme un libro a cui tengo molto. Sono cento poesie e cento disegni. Si intitola “Poesie del tempo stretto”.

Grazie Francesco.