Letta: ‘Pd mai il partito del capo, un mese fa abbiamo toccato il fondo’

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ROMA – “Abbiamo toccato il fondo, un mese fa abbiamo avuto la percezione che questa storia potesse finire, io sono tornato per questo, sono tronato perché ho capito che poteva finire tutto, e ho detto se ho la possibilità di evitare che tutto questo finisca devo farlo. Eravamo in una situazione per cui stava finendo tutto”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, incontrando in streaming i segretari fiorentini di circolo.

“Salvini e Radio Padania troppe volte li ridicolizziamo, ma serve il leader politico che ascolta, anche cose su cui non concorda. Se questa parte di ascolto non c’è, non c’è nemmeno la legittimazione sulla proposta. Ci deve essere un meccanismo di ascolto. Se invece hai creato un partito solo del capo, allora può funzionare, ma noi non saremo mai quella cosa là. Ora ci sono almeno 5 partiti che sono di una persona, poi c’è il M5s, che è un’altra cosa, e poi ci siamo noi. Noi vorrei che fossimo il partito che sposa l’idea dell’intelligenza collettiva”.

“Vedo la Lega in difficoltà, gli atteggiamenti di Salvini sono quelli di chi non sa come prendere questa situazione. E Draghi gli sta rispondendo con una precisione che rafforza la nostra idea di sostegno al governo”. E ancora: “In settembre c’è stato un intervento importante per cittadini, il prossimo deve essere sui mutui e sui prestiti, perché a giugno c’è una scadenza importante. Bisogna trovare una forma di proroga, e poi un sostegno al sistema delle imprese, soprattutto delle Pmi che oggi sono molto in difficoltà”.

“Dopo sette anni mi sento come la mamma di ‘Good Bye, Lenin!’ Qualcuno mi ha detto: la base e i circoli non esistono più. Me lo hanno detto in quattro o cinque e io ho detto che un partito che non esiste sui territori non fa parte del modello di politica in cui sono cresciuto. Voglio testare e sentire il polso vero della situazione, non mi fido di chi mi ha detto che non c’è più niente che avevamo migliaia di circoli e ora ce ne sono meno”.