Letta: ‘Vedrò Renzi, parleremo del futuro della sinistra’

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ROMA – Enrico Letta preannuncia di voler incontrare Matteo Renzi, dedica due ore di tempo ad un faccia a faccia con le Sardine e ribadisce l’obiettivo di un’alleanza con M5s per vincere le prossime elezioni: una quadratura del cerchio per realizzare la quale il segretario del Pd si dichiara “determinato”. Sul versante interno il segretario Dem sdrammatizza la corsa a due per la guida del gruppo della Camera tra Debora Serracchiani e Marianna Madia, anche se dietro ad esse si delinea una faglia tra correnti, meccanismo che Letta intende spezzare aprendo il partito con le Agorà Democratiche, da lanciare nella seconda metà dell’anno.

In mattinata Letta, assieme al suo vice Peppe Provenzano, ha avuto un incontro on line con alcuni dei leader delle Sardine. Un faccia a faccia che su Twitter ha definito “utile e costruttivo. Abbiamo scambiato riflessioni e messo sul tavolo idee. Ottime prospettive. Avanti”. Va detto che tra i follower molti non hanno apprezzato il tempo dedicato al Movimento, ma a Letta le due ore sono servite per chiarire ai primi interlocutori civici la sua idea delle Agorà democratiche, da svolgere nella seconda metà dell’anno e pensate non solo per mobilitare i militanti ma per aprire “porte e finestre” del Pd alle tante esperienze civiche che si sentono parte del campo progressista, che finora hanno trovato le porte chiuse, anche nei circoli. Ma che possono portare idee ed energie.

Queste Agorà Democratiche, ha sottolineato Letta alle Sardine, si svolgeranno in concomitanza con la consultazione pubblica che l’Ue lancerà tra i cittadini europei in vista della Conferenza sul futuro dell’Europa. Una consultazione in cui – secondo Letta – il nuovo Pd deve promuovere “una grandissima mobilitazione per rilanciare la democrazia europea. L’Europa dei diritti è il nostro tratto distintivo”. Concetto ripetuto anche nel pomeriggio quando ha partecipato, da semplice iscritto, all’Assemblea del Circolo del Pd di Testaccio-San Saba che, come i circoli di tutta Italia, si è confrontato sul vademecum di 21 punti proposto nei giorni scorsi dallo stesso Letta.

“Incontrerò Renzi e parleremo di che tipo di futuro costruire per la sinistra. Non è l’ultimo, devo fare ancora diversi incontri. Noi vogliamo costruire un’alleanza di centrosinistra con i 5 Stelle. Quello che ho chiaro è che la destra fa il gioco di fare l’opposizione con la Meloni e di stare al governo con la Lega. E la svolta europeista di Salvini, fatta con Giorgetti davanti a un caffè, è da mettere alla prova”: così il segretario del Pd Enrico Letta, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7. “Ritengo molto importante – ha detto Letta – quello che ha detto oggi il presidente Draghi sulle riaperture che dipendono dai dati, ha detto semplicemente la verità e chiarisce che se la Lega vuole stare in questo governo deve smetterla con il linguaggio doppio, cioè con il dire una cosa e farne un’altra”.

“Se sono cattivo o no dipende da cosa si intende per cattiveria. Oggi sono più determinato: ho imparato tante cose. Se sono tornato non è per vivacchiare, non voglio guidare la coalizione verso la sconfitta. Devo sistemare le cose e cercare di vincere le prossime elezioni”. E ancora: “Io sono stato fuori in questi anni e ho vissuto in un ambiente dove la parità di genere non è una battaglia ma una precondizione. Quando sono tornato ho detto, fate un segretario donna, perché ho visto la prima linea del Pd era fatta da tre ministri tutti uomini, due capigruppo uomini, 5 presidenti di governo uomini e il segretario uomo. Non va bene, questo punto deve essere una precondizione. Sui capigruppo non è vero che siamo in alto mare, c’è una sana competizione tra Madia e Serracchiani ed è un bene che nei prossimi giorni si parlerà di queste due donne del Pd”.