Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, conferma la linea dell’esecutivo. Il premier, che all’Assemblea Generale dell’Onu del 26 settembre scorso aveva garantito il sostegno italiano al patto internazionale sulle migrazioni, afferma che non si tratta di un cambio di posizione e ribadisce il suo orientamento favorevole, ma specifica che “essendo un documento che ha valore politico abbiamo convenuto che forse è giusto creare un passaggio parlamentare, in cui far condividere da parte di tutti ciò che stiamo facendo”.
L’accordo Onu sull’Immigrazione verrà sottoscritto il 10 e 11 dicembre prossimi a Marrakech. Lanciato dall’Onu nel settembre 2016, il Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration si pone l’obiettivo di definire una posizione comune dei paesi membri nei confronti del fenomeno dell’immigrazione. Il risultato fondamentale che si propone di ottenere è un’immigrazione “disciplinata, sicura, regolare e responsabile”, e tra le premesse necessarie individuate vi sono la riduzione dei fattori che costringono le persone a lasciare il loro paese d’origine e la lotta al traffico di esseri umani. È una piattaforma non vincolante giuridicamente, che conferma la sovranità degli Stati: ciascun Paese potrà siglare accordi bilaterali o multilaterali con altri Stati, nell’ottica del comune obiettivo di regolare il fenomeno migratorio.
Il sottosegretario agli Affari Esteri Manlio Di Stefano afferma che il Global Compact è “un documento che pone temi e questioni diffusamente sentiti anche dai cittadini, che stimola la sensibilità di tutti, è fondamentale quindi parlamentarizzare il dibattito e lasciare che sia il Parlamento a decidere il da farsi. La stessa scelta è stata fatta dalla Svizzera che era addirittura facilitatore del testo ovvero l’aveva ideato”. Il motivo per cui l’Italia non parteciperà alla conferenza intergovernativa in Marocco, afferma Di Stefano, è che i tempi necessari per ottenere il parere delle Camere non possono coincidere con l’appuntamento internazionale dell’11 dicembre.
Il M5S sarà comunque presente alla conferenza di Marrakech, attraverso l’eurodeputata Laura Ferrara. Tra i parlamentari della delegazione europea vi sono altri due italiani, Cécile Kyenge e Antonio Panzeri (Pd).
A cura di Barbara Miladinovic
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