Il punto di partenza è un episodio reale della vita di Miles Davis: il periodo successivo all’intervento alla laringe del 1955, quando il trombettista fu costretto a un lungo silenzio che segnò la sua identità artistica e personale. Brandoni ripercorre quei mesi difficili attraverso una voce narrante intima e scarnificata, che attraversa la rabbia, l’isolamento e la lenta riconquista del suono. Dieci capitoli essenziali, costruiti come un dialogo interiore che non cerca spiegazioni ma restituisce emozioni nude.
Il romanzo affonda però le radici anche in una vicenda autobiografica. Nell’ottobre 2023 Brandoni scoprì di avere un tumore alla laringe. La perdita della voce, racconta, fu la prova più dura: non riconoscersi più, non potersi esprimere, non poter essere ciò che si è sempre stati. Da quell’esperienza nasce il parallelo con Miles Davis, un ponte narrativo che permette all’autore di dare forma a un dolore personale trasformandolo in racconto universale.
La prefazione è firmata da Paolo Fresu, protagonista di un momento decisivo nella storia dell’autore. Durante il periodo più difficile, fu proprio il trombettista sardo a invitarlo sul palco del Time in Jazz di Berchidda, passandogli simbolicamente il microfono. Un gesto che Brandoni ricorda come l’inizio della risalita, e che nel libro assume il valore di una testimonianza preziosa.
“L’urlo di Miles” sarà presentato in anteprima nazionale il 15 agosto 2026 alle 17.00, nell’ambito del festival Time in Jazz di Berchidda, alla presenza di Paolo Fresu e dello stesso Brandoni. Un appuntamento che unisce musica, letteratura e vita vissuta, nel segno di una storia che parla di fragilità ma anche di ritorni, di voci che sembrano spegnersi e poi ritrovano la forza di farsi ascoltare.
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