
Parlando di Pier Paolo Pasolini, ha ricordato: “Pasolini è stato piuttosto anarchico. Ce l’aveva con il potere, qualsiasi potere. Voleva essere molto libero. Aveva una sua idea di purezza, che aveva cercato prima tra i contadini di Casarsa, poi nel sottoproletariato romano. Da lì nasce anche la passione per l’Africa. Pensava di trovare in Africa una purezza e un candore, un mondo più vicino alla natura. Ovviamente questa purezza non esiste, è un sogno. Ma penso che le persone che inseguono un sogno abbiano qualcosa di poetico”. La scrittrice si è poi soffermata sul clima del confronto politico contemporaneo e sull’uso dell’etichetta di “radical chic”: “Prendersela sempre con i radical chic è un modo per denigrare l’avversario. È una cosa meschina. Purtroppo, in un momento in cui mancano gli ideali, si pensa di vincere denigrando l’avversario”.











