“È vero che la polizia – spiega il card. Pizzaballa – aveva detto che gli ordini del comando interno aveva impedito qualsiasi genere di aggregazione nei luoghi dove non c’è un rifugio però noi non avevamo chiesto nulla di pubblico, solo una breve e piccola cerimonia privata per salvare l’idea della celebrazione nel Santo Sepolcro”.
“Non ci sono stati scontri – sottolinea a Tv2000 il card. Pizzaballa – tutto è stato fatto in maniera molto educata. Non voglio forzare la mano, vogliamo usare questa situazione per vedere di chiarire meglio nei prossimi giorni cosa fare nel rispetto della sicurezza di tutti ma anche nel rispetto del diritto alla preghiera”.
“I fatti di stamattina – prosegue Pizzaballa – sono importanti ma dobbiamo pensare al contesto generale. C’è gente che sta molto peggio di noi che non può celebrare per motivi molto diversi. Celebriamo ancora una volta una Pasqua sottotono”. Il card. Pizzaballa, infine, commenta la dichiarazione di Netanyahu in cui aveva affermato che ‘Gesù Cristo non ha alcun vantaggio su Gengis Khan’: “Per noi la vittoria è nella croce ed è quello che vogliamo affermare, la croce non è solo sofferenza e morte, è qualcuno che dona la vita per amore”.
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