Tecnologia

Meritocrazia Italia, al via l’VIII Congresso Nazionale

ROMA – L’Intelligenza Artificiale rischia di diventare la più grande sfida per il futuro della competenza umana. È questo l’allarme che Meritocrazia Italia lancerà dal palco del suo VIII Congresso Nazionale, in programma venerdì 16 ottobre al Teatro Quirino e sabato 17 ottobre al Teatro Rossini di Roma. Al centro del dibattito ci sarà il rapporto tra IA e merito, dopo i recenti episodi che hanno evidenziato un utilizzo sempre più invasivo degli strumenti generativi anche in ambiti ad altissima responsabilità.

Secondo il presidente nazionale Walter Mauriello, il vero pericolo non è la tecnologia in sé, ma la progressiva sostituzione dei percorsi di formazione, esperienza e sacrificio che consentono alle persone di costruire competenze solide. Per questo, nel corso del Congresso, Meritocrazia Italia presenterà una proposta di legge sul “limite umano”, con l’obiettivo di garantire che l’Intelligenza Artificiale resti uno strumento al servizio dell’uomo e non un sostituto della capacità professionale, dello studio e del merito.

Da otto anni Meritocrazia Italia sostiene che il merito non possa essere ridotto a un voto o a un titolo, ma sia il risultato di un percorso fatto di apprendimento, sacrificio e crescita continua. Un operaio diventa mastro artigiano dopo anni di esperienza sul campo, come testimonierà al Congresso il falegname Massimo Lauro. Allo stesso modo, un avvocato, un medico o un ingegnere costruiscono la propria autorevolezza attraverso anni di pratica, responsabilità e formazione. Lo racconteranno, tra gli altri, Francesco Greco, presidente del Consiglio Nazionale Forense, Giuseppe Tango, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Valeria Fazio, Nicola Russo e numerose personalità che saliranno sul palco del Congresso.

La preoccupazione è che l’Intelligenza Artificiale stia progressivamente eliminando proprio i gradini iniziali della scala del merito. Il rischio è sottrarre al giovane praticante l’approfondimento giuridico, al professionista alle prime esperienze il confronto con la progettazione tecnica, allo studente l’esercizio della sintesi e dell’elaborazione critica delle conoscenze. Il risultato potrebbe essere una progressiva riduzione delle eccellenze e la formazione di figure sempre più dipendenti dagli strumenti tecnologici, capaci di interrogare una macchina ma non di svolgere autonomamente le attività che quella macchina esegue. Un fenomeno che rischia di indebolire quella qualità professionale e artigiana che ha sempre rappresentato uno dei principali punti di forza del Paese.

Anche i recenti sviluppi internazionali nel campo dell’Intelligenza Artificiale, con sistemi sempre più autonomi e capaci di interagire tra loro attraverso modalità difficilmente comprensibili dall’uomo, dovrebbero spingere le istituzioni a un confronto serio e approfondito. Su questo tema, secondo Meritocrazia Italia, il dibattito pubblico appare ancora insufficiente rispetto alla portata delle trasformazioni in corso.

Per queste ragioni, nel corso del Congresso verrà presentata una proposta di legge sul “limite umano” nell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale. Il primo principio è quello della riserva umana di competenza: ogni atto professionale, tecnico, giudiziario o medico dovrebbe indicare con chiarezza il contributo effettivamente fornito dall’essere umano, con relative responsabilità deontologiche e professionali. Il cittadino deve avere il diritto di conoscere se chi lo cura, lo difende o progetta la sua casa agisce sulla base di competenze personali o attraverso elaborazioni affidate prevalentemente a sistemi automatizzati.

La proposta prevede inoltre l’introduzione di un limite massimo alle attività delegabili all’Intelligenza Artificiale all’interno di imprese e studi professionali, accompagnato da un sistema di sanzioni per chi sostituisce integralmente competenze umane qualificate con processi automatizzati. Su questo punto Meritocrazia Italia rivolgerà un appello a tutte le forze politiche invitate alla prima sessione congressuale, da Fratelli d’Italia al Partito Democratico, dalla Lega al Movimento 5 Stelle, da Forza Italia ad Azione, Italia Viva e Alleanza Verdi e Sinistra.

Un altro pilastro della proposta riguarda la tutela dell’apprendistato del merito. L’obiettivo è impedire che l’Intelligenza Artificiale sostituisca il percorso formativo negli esami di Stato, nei concorsi pubblici e nei processi educativi, preservando gli spazi nei quali si sviluppano e si consolidano le competenze.

Infine, Meritocrazia Italia propone che il nostro Paese si faccia promotore di un trattato internazionale sull’Intelligenza Artificiale umanocentrica. Come evidenzieranno nel corso del Congresso Luigi Di Maio, Renato Mannheimer, Diego Fusaro, Maurizio Dallocchio dell’Università Bocconi e Gennaro Terracciano della Scuola Nazionale dell’Amministrazione, la sfida posta dall’IA non è soltanto tecnologica, ma profondamente antropologica.

«Quando una persona si sveglia al mattino deve avere una missione. Ma non esiste missione senza impegno, senza crescita personale, senza la consapevolezza di migliorarsi giorno dopo giorno. Una società priva di competenze diffuse e affidata interamente alle macchine rischia di generare nuove fragilità sociali. Per questo il dibattito sull’Intelligenza Artificiale non riguarda soltanto l’innovazione, ma il futuro stesso della nostra comunità», dichiara il presidente nazionale di Meritocrazia Italia, Walter Mauriello.

Il tema sarà al centro delle due giornate congressuali al Teatro Quirino e al Teatro Rossini. Perché il futuro potrà anche essere artificiale, ma il merito resterà sempre umano. L’VIII Congresso Nazionale di Meritocrazia Italia si svolgerà il 16 e 17 ottobre a Roma e sarà dedicato all’Agenda del Merito. I lavori saranno trasmessi in diretta sui canali social e radio dell’associazione.

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Redazione L'Opinionista

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