E aggiunge: “Per tutti è una sfida tra talenti che gareggiano per emergere, e per i produttori è una sfida tra format, per i giurati è una sfida tra giurati, per me invece la sfida è tra me e il mondo, è dentro di me, ma è giocata dal pubblico, è nelle mani mie e loro, e ovviamente anche dell’artista in scena, perché la sfida è riuscire a far vincere quella musica che è spettacolo in sé, a portarla in scena dimostrando sia che sono in grado di farlo e dimostrando che il pubblico non è un popolo bue, non è un gregge di pecore ma uno stormo che sceglie la corrente favorevole”.
Infine Morgan conclude: “È una sfida, appunto, che si tiene ad alta quota, ardua e ambiziosa, e innesca a catena altre sfide, chiama in causa il bello contro le puttanate, l’arte contro la banalità, la cultura di un paese potenzialmente eccelso contro lo stato di involuzione in cui versa, è una partita tra la virtù e lo schifo, è una partita dove in palio io ho il mio riscatto individuale solo se quel che vince non è un beneficio personale ma collettivo, la mia salvezza è conseguenza della salvezza del mondo in cui vivo”.
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