
“Mentre le attuali interconnessioni dei data center in cloud sono in grado di trasportare fino a 35 terabit al secondo – spiega la coordinatrice dello studio, Lidia Galdino – noi stiamo lavorando con nuove tecnologie che usano in modo più efficiente le infrastrutture già esistenti, facendo un uso migliore della larghezza di banda della fibra ottica e rendendo possibile una trasmissione record di 178 terabit al secondo”. Il primato è stato ottenuto trasmettendo dati attraverso una più ampia gamma di lunghezze d’onda rispetto a quelle usate tipicamente nella fibra ottica. La tecnica può essere applicata alle attuali infrastrutture in modo economicamente vantaggioso, aggiornando gli amplificatori posizionati lungo le fibre ottiche a intervalli di 40-100 chilometri.
I servizi di comunicazione in banda larga sono sempre più richiesti dall’inizio della pandemia, “ma al di là della crisi di Covid-19 – sottolinea Galdino – il traffico Internet è cresciuto esponenzialmente negli ultimi dieci anni è questa crescita è legata alla riduzione del costo del bit. Lo sviluppo di nuove tecnologie è cruciale per mantenere questa tendenza verso costi più bassi andando incontro alle future domande di dati che continueranno ad aumentare, con applicazioni ancora impensabili che trasformeranno la vita delle persone”.










