Osservatorio Sicurezza Vega, oltre 3 milioni di infortuni domestici ogni anno

MILANO – Il rischio continua ad essere sottovalutato. Eppure nelle case italiane continuano a verificarsi ogni anno oltre tre milioni di infortuni. Il 70,4% di tutti gli incidenti vede come vittima una donna. Oltre un terzo degli incidenti (36%) riguarda una persona di 65 anni e più e il 4,5% ha come vittima un bambino sotto i 5 anni.

Questi sono i più recenti dati forniti dall’Istat (2016) riassunti dall’Ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega, per riportare sotto i riflettori l’epidemiologia di un’emergenza per la quale, probabilmente, non si sta facendo abbastanza sul fronte della prevenzione.

“Una grave lacuna che sarebbe anche facile da colmare – spiega l’Ing. Rossato – dal momento che si conoscono più che bene le principali cause e le vittime maggiormente coinvolte”.

Secondo l’indagine Istat, gli incidenti domestici più frequenti sono le cadute (54,8%), le ferite da taglio o punta (20,2%), gli urti o schiacciamenti (13%). Si scopre poi che le cadute degli anziani ultrasessantacinquenni sono responsabili dei due terzi di tutte le morti per incidente domestico.

Per gli anziani l’incidenza delle cadute è del 76,9%, percentuale che sale all’81% nel caso di donne con più di 75 anni.

Mentre i casi di urto o schiacciamento sono più frequenti tra i bimbi e i ragazzini dai 6 ai 17 anni.

Le ustioni poi coinvolgono più spesso le donne delle classi di età centrali (21,2%).

Altro dato interessante arriva dal Censis (Centro Studi Investimenti Sociali), secondo il quale il 6% degli infortuni domestici sono originati da cause elettriche.

E ancora: un incidente elettrico su dieci genera un incendio. Nelle abitazioni con impianti non a norma gli incidenti sono più frequenti e più gravi.

La causa principale di infortunio domestico rimane comunque la caduta o scivolamento su pavimenti e scale; soprattutto in cucina, soggiorno, camera da letto e bagno.

Importante sottolineare, poi, come l’incidente domestico rappresenti la seconda causa di morte in età pediatrica. “Anche in questo caso – spiega il Presidente dell’Osservatorio Vega – basterebbe usare il buon senso attraverso la prevenzione per evitare tutti gli infortuni, talora anche drammatici, che coinvolgono i piccoli in pericolose cadute. A cominciare dal posizionamento di cancelletti in casa per rendere inaccessibili le scale; ma si dovrebbero anche rialzare parapetti e ringhiere di poggioli o terrazzi, munire poi le finestre di sistemi di bloccaggio e non lasciare sedie, sgabelli o altri mobiletti che il bambino possa utilizzare come gradini”.