Papa Francesco e la preghiera dell’Ave Maria: il 23 ottobre su Tv2000

Papa Francesco Don Marco Pozza

Seconda puntata del programma condotto da don Marco Pozza. Ospite Michelle Hunziker e Vera Vigevani Jarach (madre di Plaza de Mayo)

ROMA – “Un ragazzo o una ragazza di oggi che sente una chiamata speciale del Signore se non ha paura qualcosa manca. Io sospetto. Invece quando sente l’entusiasmo di quella chiamata e sente anche la paura va bene perché Dio chiama a cose grandi”. Lo afferma Papa Francesco, nella seconda puntata del programma ‘Ave Maria’, condotto da don Marco Pozza, teologo e cappellano del carcere di Padova, in onda su Tv2000 martedì 23 ottobre alle ore 21.05.

Il programma, nato dalla collaborazione tra il Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede e Tv2000, è strutturato in undici puntate, nel corso delle quali don Marco conversa con il Papa sulla preghiera più conosciuta al mondo e incontra noti personaggi laici del mondo della cultura e dello spettacolo. Ospiti della seconda puntata la conduttrice Michelle Hunziker e Vera Vigevani Jarach, una delle madri di Plaza de Mayo che ha vissuto due genocidi.

“Se non siamo sinceri – prosegue il Papa – sappiamo delle nostre piccolezze, abbiamo paura di sbagliare, paura che questa sia una fantasia, un’illusione. Queste paure umane sono normali davanti a una chiamata del genere che si ripete a distanza ma si ripete per esempio nei giovani che sentono una vocazione a seguire Gesù più da vicino, sia nella vita consacrata sia al sacerdozio sia anche al matrimonio. C’è una paura aperta e una chiusa. La paura chiusa è quella che ti fa schiavo, sei figlio della paura, quella non serve, quella non ti fa crescere, non ti lascia crescere. La paura aperta è il santo timore di Dio. Paura, timore di Dio, ma io vado avanti. Paura e sicurezza, tutti e due insieme”.

“Non solo il Papa – aggiunge Francesco a Tv2000 – tanti uomini e donne anche noi nei momenti difficili della vita dobbiamo prendere le decisioni, una decisione ben presa si prende con un consiglio, le consultazioni ma alla fine nel momento di fare il passo tu sei solo col Signore. Maria era sola in quel momento si spaventò un po’ all’inizio, non capiva bene cosa fosse. Mai aveva pensato una cosa del genere: la chiamata. Ma poi quando ha ricevuto le spiegazioni anche lei ha detto le difficoltà e le è stato spiegato tutto è andata avanti, sola col Signore. Il coraggio di una ragazza che dopo aver avuto le spiegazioni e capito di quale cosa si trattasse, è andata avanti”.

Papa Francesco è infine tornato sulla dolorosa vicenda delle madri di Plaza de Mayo: “A una mamma che ha sofferto quello che hanno sofferto le mamme di Plaza de Mayo io permetto tutto. Le permetto di dire tutto, perché non si può capire qual è il dolore di una mamma. Alle volte tu senti ‘ma io almeno io vorrei vedere il corpo del mio figlio, avere le ossa, sapere dove è stato sepolto’… Le è stato strappato il figlio e buttato; è un’esperienza molto forte, quando a una donna le strappano il figlio. C’è una memoria che io chiamo memoria materna che è anche fisica, è una memoria di carne e ossa. Anche in questa memoria si può spiegare l’angoscia. Tante volte dicono ‘ma dov’era la Chiesa che in quel momento non ci ha difeso’. Io sto zitto, le accompagno. La disperazione di una mamma di Plaza de Mayo è terribile. Dobbiamo accompagnare e rispettare il dolore, prenderle per mano”.

Dall’incontro, dalle parole e dalle risposte del Papa a don Marco è stato realizzato anche il libro ‘Ave Maria’ di Papa Francesco edito dalla Rizzoli e dalla Libreria Editrice Vaticana.

MICHELLE HUNZIKER E VERA VIGEVANI OSPITI

“Quando i miei genitori si sono separati, aspettavo che mio padre mi venisse a prendere; lui mi dava appuntamento ma poiché l’alcol purtroppo ti annebbia tutto, si dimenticava. Allora io stavo ore e ore con lo zaino ad aspettare che tornasse papà, e lo difendevo contro tutti”. Lo afferma Michelle Hunziker nella seconda puntata del programma ‘Ave Maria’ con Papa Francesco, condotto da don Marco Pozza, teologo e cappellano del carcere di Padova.

“Mia figlia l’hanno presa dopo il colpo di Stato che è stato in giugno 1976. La sua prigionia è durata poco più di un mese. Questo l’ho saputo 20 anni dopo da una donna che l’ha conosciuta, l’ha vista e me l’ha raccontato. In uno scantinato sotto è subentrata un’altra massa di detenuti e non avevano posto e lì sono cominciati i voli della morte. Li gettavano nell’Oceano”. Così Vera Vigevani Jarach racconta la sua storia nella seconda puntata del programma ‘Ave Maria’ con Papa Francesco.

Foto con Papa Francesco e don Marco Pozza credit: ‘Vatican Media’