
Nelle rimanenti aree la ripresa si è attestata su valori inferiori a quelli medi nazionali: in particolare nelle regioni del Mezzogiorno, che nel 2020 sembrano aver risentito della crisi in misura meno intensa delle altre, la crescita del Pil si è mantenuta quasi un punto percentuale più bassa rispetto alla media, fermandosi al 5,8%. La ripresa è stata solo lievemente più alta nelle regioni del Centro, con un incremento pari al 6%. L’occupazione, misurata in termini di numero di occupati, è aumentata dello 0,6% a livello nazionale. Questo risultato è caratterizzato da una disomogeneità territoriale piuttosto marcata, che inverte la tradizionale dinamica dicotomica Nord-Sud del Paese. La crescita più consistente si registra, infatti, nelle regioni del Mezzogiorno (+1,3%), sensibilmente maggiore della media nazionale.
Le altre regioni mostrano una dinamica dell’occupazione meno accentuata: la performance migliore si registra nel Nord-ovest, con un incremento dello 0,5% mentre si collocano su livelli di crescita ancora più bassi le regioni del Nord-est (+0,2%) e quelle del Centro (+0,3%). A trainare la ripresa nelle ripartizioni del Nord è stata l’Industria in senso stretto (+12,8% al Nord-ovest e +13,1% al Nord-est) e le Costruzioni, che hanno segnato una crescita del 22,8% al Nord-ovest. L’aumento del Pil è stato meno accentuato della media al Centro (+6%) e al Sud (+5,8%), nonostante in quest’ultima area si sia registrata la performance migliore delle Costruzioni (+25,9%) e dell’Agricoltura (+3,6%).










