Arte

Pochi sanno che esiste ed è gratis: la biblioteca pubblica più antica di Roma è un capolavoro da visitare subito

Nell’eterna città, nascosta tra le sue vie storiche, si cela un tesoro culturale spesso ignorato dai suoi stessi abitanti.

Fondata nel 1604 dal vescovo agostiniano Angelo Rocca, la biblioteca rappresenta non solo un luogo di conservazione dei testi ma anche un simbolo di apertura culturale e democratizzazione del sapere, ancora oggi un punto di riferimento per studiosi e appassionati di tutto il mondo.

Angelo Rocca (1545-1620), figura chiave del panorama culturale e religioso romano tra XVI e XVII secolo, fu un umanista, bibliotecario e vescovo cattolico che dedicò la sua vita alla promozione della conoscenza. Sin da giovane, entrato nell’Ordine degli Agostiniani, Rocca si distinse per la sua passione collezionistica e per le competenze filologiche e teologiche, che lo portarono a dirigere la Tipografia Vaticana sotto papa Sisto V. La sua visione pionieristica fu quella di creare una biblioteca che non fosse riservata esclusivamente ai religiosi, ma aperta a tutti, indipendentemente dalla condizione sociale o economica, un concetto rivoluzionario all’epoca.

La Biblioteca Angelica: una storia di erudizione e apertura(www.lopinionista.it)

La Biblioteca Angelica nacque così da una raccolta di circa 20.000 volumi donati da Rocca stesso ai frati del convento di Sant’Agostino a Roma. Il vescovo pose le basi per un’istituzione dotata di una sede adeguata, risorse autonome e un regolamento che sanciva l’accesso libero. Questo progetto culturale si diffuse rapidamente, attirando studiosi e curiosi e consolidandosi come una delle prime biblioteche pubbliche d’Europa, accanto a istituzioni come la Ambrosiana di Milano e la Bodleian Library di Oxford.

Un patrimonio librario unico tra manoscritti, incunaboli e edizioni rare

Nel corso dei secoli, l’Angelica si è arricchita di collezioni di inestimabile valore, tra cui quelle provenienti da figure come Lukas Holste, custode della Biblioteca Vaticana, e il cardinale Domenico Silvio Passionei (1682-1761), che con l’acquisizione della sua biblioteca nel 1762 raddoppiò il patrimonio librario. Passionei, cardinale e diplomatico di rilievo, noto anche per la sua passione per la bibliofilia, lasciò in eredità alla Angelica oltre 32.000 volumi, tra cui opere rare e manoscritti preziosi, contribuendo a fare della biblioteca un luogo di eccellenza per la conservazione del sapere.

La biblioteca vanta un patrimonio straordinario di circa 200.000 volumi, di cui più di 100.000 antichi editi tra il XV e il XIX secolo. Tra i tesori custoditi si trovano manoscritti del IX secolo, come il Liber memorialis dell’Abbazia di Remiremont, codici miniati di pregio tra cui una copia della Divina Commedia del XIV secolo, e un raffinato Libro d’Ore con miniature fiamminghe. L’Angelica conserva più di 1.100 incunaboli, tra cui il celebre De Oratore stampato a Subiaco nel 1465, e la prima edizione della Divina Commedia datata 1472, prodotta a Foligno. Per quanto riguarda le cinquecentine, spicca la prima edizione dell’Orlando Furioso (Ferrara, 1521).

Tra le particolarità della biblioteca vi sono inoltre una collezione di disegni di vedute di città italiane meridionali del XVI secolo, atlanti e carte nautiche olandesi del XVIII secolo, e una ricca raccolta di periodici italiani e stranieri risalenti al XVII e XVIII secolo. Le aree di specializzazione includono studi agostiniani, la storia della Riforma e della Controriforma, la letteratura italiana dal XV al XVIII secolo, e il teatro.

Visita e scoperta di un patrimonio culturale aperto a tutti (www.lopinionista.it)

La Biblioteca Angelica è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 13:30, e offre un servizio gratuito di consultazione e prestito. Durante l’orario di apertura è possibile ammirare il magnifico Salone Vanvitelliano, realizzato dall’architetto Luigi Vanvitelli nel 1765, un ambiente monumentale che rappresenta uno dei capolavori dell’architettura settecentesca romana.

Chi decide di visitare la Angelica non solo avrà accesso a uno scrigno di conoscenze, ma potrà anche immergersi nella storia di due grandi protagonisti della cultura italiana: Angelo Rocca, la cui eredità ha segnato profondamente il mondo bibliotecario e culturale, e Domenico Silvio Passionei, il cardinale diplomatico e bibliofilo che arricchì ulteriormente la collezione con una delle più importanti biblioteche private del suo tempo.

L’opera più celebre presente nella biblioteca, la Divina Commedia di Dante Alighieri, rappresenta un ulteriore motivo di interesse. L’edizione più antica custodita, stampata a Foligno nel 1472, è un vero e proprio monumento della storia della stampa e della letteratura italiana, il capolavoro che ha contribuito a consolidare la lingua italiana come patrimonio universale.

La Biblioteca Angelica si conferma così un luogo vivo, non solo custode di antichi volumi, ma spazio di cultura accessibile a tutti coloro che desiderano immergersi nella storia, nella letteratura e nel sapere, godendo di un patrimonio unico nel cuore di Roma.

Condividi
Pubblicato da
Redazione T

L'Opinionista® © since 2008 Giornale Online
Testata Reg. Trib. di Pescara n.08/08 dell'11/04/08 - Iscrizione al ROC n°17982 del 17/02/2009 - p.iva 01873660680
Pubblicità e servizi - Collaborazioni - Contatti - Redazione - Network - Notizie del giorno - Partners - App - RSS - Privacy - Cookie Policy
SOCIAL: Facebook - X - Instagram - LinkedIN - Youtube