MILANO – Con un’eccellenza internazionale come Dominique Meyer alla presidenza del Comitato Scientifico, il Premio alla Divulgazione Musicale Ezio Bosso torna nel 2026 con una seconda edizione ancora più ambiziosa. Il regolamento è stato semplificato: accanto ad associazioni e fondazioni potranno partecipare anche singoli divulgatori, aprendo il concorso a musicisti, intellettuali e operatori culturali impegnati nella diffusione della musica. Dal 1° settembre si apriranno ufficialmente le candidature, offrendo a nuovi protagonisti del settore l’opportunità di entrare in un progetto sempre più centrale nel panorama culturale italiano.
Confermata inoltre la collaborazione con Rai, che trasmetterà la cerimonia di premiazione dopo il successo della prima edizione. Grande festa in musica a Milano, grazie all’ospitalità dell’Orchestra Sinfonica di Milano, vincitrice della prima edizione del Premio Bosso con il progetto “Discovery”, per celebrare la ripartenza dell’unico riconoscimento italiano ed europeo dedicato alla divulgazione della musica colta. Nato per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica, delle istituzioni e dei mecenati sul valore sociale della musica, il Premio promuove l’arte dei suoni come educazione all’ascolto reciproco e strumento di crescita personale.
A sottolineare l’anima profondamente militante del progetto — nel solco del pensiero di Ezio Bosso e dei suoi collaboratori — l’incontro pubblico sul palco dell’Auditorium Verdi si è concluso con l’esibizione del violoncellista Luca Franzetti nei primi due movimenti del “Concerto Rotondo” di Giovanni Sollima, arricchiti da un’interpolazione originale dell’inno nazionale statunitense in chiave rock acustico. Formatosi nell’ambito della divulgazione musicale accanto a Claudio Abbado — del quale fu a lungo collaboratore — Franzetti è stato introdotto dal maestro al mondo di El Sistema di José Antonio Abreu.
Primo violoncello accanto a Ezio Bosso in numerosi progetti, tra cui “Grazie Claudio!” e il programma Rai “Che Storia è la Musica”, dal 2009 affianca all’attività concertistica un intenso impegno educativo rivolto ai giovani in difficoltà, dal Venezuela alla Palestina. Sul palco anche Tommaso Bosso, presidente dell’associazione Ezio Bosso e promotore del Premio; Ambra Redaelli, che ha annunciato un concerto dedicato a Ezio Bosso nella prossima stagione dell’orchestra; Paolo Petrocelli, membro del Comitato Scientifico; Gian Luca Bauzano, nuovo componente del Comitato; Filippo Michelangeli, nominato direttore artistico della serata televisiva Rai dedicata al Premio.
Forte dell’esperienza della prima edizione — nata come progetto sperimentale e senza modelli di riferimento nel panorama internazionale — l’associazione Ezio Bosso ha annunciato importanti novità. Oltre alla semplificazione delle modalità di candidatura e della documentazione richiesta, il bando sarà aperto anche alle persone fisiche, ampliando il raggio d’azione del Premio e valorizzando il lavoro di divulgatori indipendenti e professionisti della cultura musicale.
Le candidature potranno essere presentate dal 1° al 30 settembre 2026, mentre i vincitori saranno annunciati a dicembre. Anche il programma Rai dedicato alla consegna dei premi si evolverà ulteriormente: l’obiettivo dell’Associazione è trasformare la trasmissione in un vero racconto della divulgazione musicale contemporanea, capace di moltiplicare occasioni, visibilità e prospettive per la musica classica presso il grande pubblico italiano.
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