“Preparativi per stare insieme per un periodo indefinito di tempo” al cinema

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preparativi per stare insieme filmIl film “Preparativi per stare insieme per un periodo indefinito di tempo” di Lili Horváth, sarà nelle sale italiane dal 2 marzo grazie a Cineclub Internazionale Distribuzione. Presentato alle Giornate degli Autori della 77° Mostra del Cinema di Venezia e proiettato al 45° Festival di Toronto nella sezione Contemporary World Cinema, il film è stato presentato dall’Ungheria per la corsa agli Oscar 2021 e segna il ritorno alla regia della cineasta ungherese Lili Horváth.

Dopo l’esordio con “The Wednesday Child”, vincitore del 27° Trieste Film Festival e del Karlovy Vary International Film Festival nel 2015, la regista si cimenta nella storia di un amore a prima vista che si trasforma in ossessione, dipanata attraverso una trama enigmatica e piena di suspence.

Al centro della vicenda Marta, neurochirurga di 40 anni. Un giorno, durante una conferenza medica in New Jersey, l’incontro inaspettato con un medico ungherese accende in lei qualcosa di nuovo e potente. Decide così di lasciare una promettente carriera negli Stati Uniti e di trasferirsi a Budapest per iniziare una nuova vita con l’uomo che ama. Ma all’appuntamento che hanno preso lui non si presenta. Marta inizia disperatamente a cercarlo e, quando finalmente lo trova, l’uomo le dice di non averla mai vista prima: per la donna inizia così una solitaria ossessione amorosa, che potrebbe essere reale oppure frutto della sua fantasia. Fino a che punto avrà il coraggio di spingersi?

Trailer

“Nello sviluppo di questo personaggio così complesso e affascinante, mi sono ispirata a personaggi di donne guidate da grandi ossessioni” – ha dichiarato la regista Lili Horváth- “alla protagonista del dramma ‘Käthchen’ di Heinrich von Kleist, a Madeleine di ‘La donna che visse due volte’ di Hitchcock, o ancora ‘Adèle H.’ di Truffaut, alle protagoniste femminili dei film di Kieslowski. Durante la fase di scrittura, ho deciso che Marta sarebbe stata una neurochirurga. In questa specializzazione convivono un aspetto di grande concretezza (la carne, le ossa, il sangue) ma anche un elemento misterioso e affascinante, quasi poetico, dato dal fatto che il chirurgo tiene tra le sue mani i pensieri e i sentimenti di una persona. E la dimensione del ‘pensare” e del “sentire’ è così enigmatica che risuonava bene con il tema del film. Con le immagini, volevamo catturare l’inesplicabile: l’intuizione profonda e misteriosa dietro le nostre irrazionali scelte d’amore”.