
“Oggi – aggiunge – ho celebrato questa giornata di festa, ma anche di una rivoluzione mancata, a Portella della Ginestra, ricordando l’eccidio del Primo Maggio del 1947, che segna la prima strage politico-mafiosa della nostra storia repubblicana”. Poi Conte conclude ricordando le parole di Danilo Dolci dedicate a questa strage, dopo anni di un’ampia ricerca documentale, frutto anche delle dirette testimonianze di alcuni componenti della banda di Salvatore Giuliano intervistati in carcere: “Gli italiani devono sapere che Portella della Ginestra è la chiave per comprendere la vera storia della nostra Repubblica. Le regole della politica italiana di questo mezzo secolo sono state scritte con il sangue delle vittime di quella strage”.











