Sergio Andrei ci ha gentilmente concesso un’intervista.
“Pulp” è il tuo album di debutto, di che cosa si tratta?
Pulp è una raccolta di brani, principalmente ballad, più o meno recenti, in cui affronto le tematiche, i dubbi e le persone che in questi anni hanno composto la mia vita. È la necessaria malinconia di chi tenta di emergere e ancora deve scalfire sovrastrutture.. è un nell’esperimento di vita con cui formarsi.
Cosa vuoi trasmettere con questo lavoro?
Non voglio trasmettere nulla ma sicuramente spero che lo restituisca qualcosa a qualcuno. È il mio mondo un po’ reale un po’ immaginario che vorrei imparare a dipingere sempre meglio per condividerlo e non interrogarmi da solo su i dubbi che ognuno di noi porta con sé.
Che tipo di accoglienza ti aspetti?
Sinceramente non ho grandi aspettative anche il periodo complesso non aiuta.. e poi andare avanti con meno aspettative possibile e più tenacia aiuta.. penso e pensa si percepisca una verità nel suo essere primitivo.
Come ti sei avvicinato al mondo della musica?
Mi sono avvicinato da molto piccolo e quasi in maniera spontanea.. mi attraevano dei dischi..dei personaggi.. e in doccia ascoltavo quel mondo pensando a quanto fosse fico quel ruolo da cantastorie .. poi ho continuato nell’adolescenza e li ha assunto più un ruolo di figura paterna a cui affidare domande.
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