
“Forte del successo alle europee, il Pd di Schlein ha detto: vogliamo costruire l’alternativa e per farlo non mettiamo veti. Questo significa che cade il veto che su di noi era stato messo nel 2022. Ma anche noi abbiamo un obbligo allora: non possiamo mettere veti sugli altri a cominciare dai 5 Stelle. Il no ai veti non può che essere reciproco. Noi alle europee abbiamo sfiorato il 4% e dunque abbiamo un consenso che alle prossime politiche può fare la differenza in almeno una trentina di collegi marginali. Saremmo decisivi. Per noi è tempo di scelte. O si riapre la partita del terzo Polo o si prende atto che il centro è decisivo solo se si allea in modo strutturale”, ha spiegato ancora Renzi.
Con quali prospettive? “Costruire un centro che guarda a sinistra per dirla con De Gasperi. Non rinnego quello che abbiamo fatto: avere mandato a casa Salvini al Papeete, aver portato Draghi, aver costruito le condizioni per il bis di Mattarella. Ma accettare la nuova sfida significa costruire una coalizione organica dove noi proviamo a occupare il campo riformista almeno con come altri provano a occupare lo spazio più a sinistra. Questa sarà la proposta che porterò all’assemblea nazionale di Italia viva”, ha sottolineato l’ex segretario Dem.











