
Il secondo, ugualmente gestito da Invitalia, che affida lavori e servizi di ingegneria e architettura per l’attuazione del Piano sviluppo e coesione del ministero della Cultura – Fondo Sviluppo e Coesione, vale circa 70 milioni di euro. Nella delibera 592 dello scorso dicembre Anac ha mosso pesanti rilievi tanto all’uso dell’Accordo quadro nello specifico settore del restauro, quanto alle modalità del bando definite in violazione dei principi di libera concorrenza, trasparenza e par condicio.
CNA Restauratori ha manifestato ai ministri Matteo Piantedosi e Gennaro Sangiuliano la necessità di valutare la sospensione dei bandi per renderli coerenti con le norme che tutelano l’accesso alle imprese di più piccole dimensioni, in stragrande maggioranza nel settore del restauro.










