Revisione direttiva accise tabacco: la nota di Confagricoltura

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Confagricoltura interviene sulla revisione della direttiva europea sulle accise del tabacco, chiedendo meno ideologia e più equilibrio

Sta entrando nel vivo il confronto interno alle istituzioni europee per la revisione complessiva della legislazione in materia di accise sul tabacco e sui prodotti a base di nicotina, la cosiddetta “direttiva TED”, sulla quale si registrano posizioni non uniformi e spesso distanti tra i vari Paesi.

La complessità e la delicatezza della materia rendono obbligatorio, per Confagricoltura, un approccio equilibrato, confermato dalla prima bozza dello studio di impatto già in circolazione, che possa orientare ogni intervento legislativo su scelte oculate e rispondenti alle esigenze di un settore che genera occupazione e che è fonte di entrate significative per lo Stato.

L’Italia è il principale Paese produttore di tabacco in Europa, con una produzione nazionale di oltre 40.000 tonnellate, pari a circa il 30% di quella complessiva europea. La coltivazione si sviluppa su oltre 11 mila ettari ed è concentrata in alcune regioni (Umbria, Campania, Veneto e Toscana); coinvolge oltre 1200 aziende agricole e oltre 25.000 addetti nella fase di produzione e prima trasformazione.

Per Confagricoltura è importante cogliere l’occasione della revisione in atto per fare chiarezza sulla classificazione delle diverse tipologie di tabacco e, in particolare, sulla non assoggettabilità ad accisa del prodotto greggio/semilavorato, evitando per il futuro le situazioni di incertezza che si stanno verificando da tempo, con esiti controversi sulle prove di fumabilità condotte dagli uffici doganali e che a tutt’oggi ostacolano la movimentazione all’interno della UE, con conseguenti distorsioni nella libera circolazione delle partite di tabacco e penalizzazioni a discapito degli operatori italiani ed europei.

A destare preoccupazione – prosegue Confagricoltura – sono anche le indiscrezioni sulle ipotesi di incremento sostanziale della tassazione su tutti i prodotti a base di nicotina (dalle sigarette tradizionali ai prodotti di ultima generazione), che porterebbe a un conseguente aumento dei prezzi al dettaglio. Anche in questo caso la Confederazione sostiene il perseguimento degli obiettivi dichiarati di rafforzamento delle politiche di salute pubblica e di uniformità del regime di tassazione nei diversi Paesi membri, ma richiama al contempo la necessità di un approccio equilibrato, che abbia una visione chiara degli impatti possibili sulla filiera produttiva e che contrasti il mercato illecito.

Sotto questo aspetto, l’Italia può essere oggi considerata Paese virtuoso: i numeri del mercato illecito sono molto contenuti (1,8% del totale nel 2024, rispetto a una media europea di circa il 10%) e testimoniano quanto sia importante evitare aumenti eccessivi dei prezzi, in modo anche da ridurre la convenienza dell’acquisto di prodotti di origine illecita.

Analogamente, è importante valorizzare al meglio i meccanismi di controllo e tracciabilità in ambito UE, evitando ulteriori procedure amministrative che graverebbero sulle imprese produttrici di tabacco.

Confagricoltura auspica che il Governo possa condividere questo orientamento in vista del negoziato europeo e anche indirizzare in tal senso gli altri Paesi UE.