Rimini, un robot visita i pazienti affetti da coronavirus

ospedale infermi rimini

I medici sono “telepresenti” e guidano il robot nella camera del paziente visitandolo da remoto grazie all’ausilio di un’interfaccia software: si riducono gli accessi dei medici e i rischi di contagio

RIMINI ‒ Un robot che effettua “televisite” ai pazienti affetti da coronavirus e ricoverati nell’ospedale Infermi di Rimini. La tecnologia viene messa al servizio della salute grazie a un progetto che consente di affrontare uno dei problemi più gravi presenti nei reparti covid-19, ovvero la possibilità di contagio cui è sottoposto i personale medico e sanitario: il rischio può essere arginato grazie all’adozione di questa macchina che, monitorando i parametri vitali del paziente, consente di effettuare un minimo esame obiettivo riducendo il numero di accessi del medico nella stanza e quindi il rischio di contagio.

Due potenti telecamere e un microfono presenti nel robot consentono al medico di effettuare una valutazione visiva del paziente e di acquisire informazioni cliniche.

Il “robottino” è stato realizzato dall’azienda statunitense InTouch Health. La macchina è costituita da un piccolo “corpo” poggiato su ruote, e da una “testa” con monitor e telecamere comandate a distanza. Da una stanza di controllo remota il dottore guida il robot lungo i corridoi fino al letto del paziente: qui vengono presi i parametri vitali e vengono fatte domande al paziente che vede il volto del medico sul monitor, percependo così la sua “presenza”.

Come specificato sul sito di Ausl Romagna, il sistema della telepresenza consente anche di risparmiare il tempo per l’alto numero di processi di vestizione e svestizione per l’entrata nelle stanze dei degenti. I rapporti umani diventano più sicuri e quindi più numerosi. Di conseguenza, il numero di mascherine e dispositivi di protezione individuali può essere ridotto.

Il robot si chiama “In Touch Vita” ed è frutto di un progetto pilota proposto dal Servizio “Innovazione e Valutazione delle Tecnologie” dell’Ausl della Romagna, diretto dall’ingegner Roberto Camillini. L’adozione di questo strumento tecnologico è stata possibile grazie alla solidarietà dell’istituto di credito cooperativo Riviera Banca che ha effettuato una donazione di 35mila euro.

“In un momento difficile e complicato RivieraBanca ha dimostrato, fin da subito, di muoversi a sostegno delle imprese del territorio con un plafond di 10 milioni di euro e aderendo alla moratoria dei prestiti di ABI; e ne seguiranno altre”, ha dichiarato il presidente di RivieraBanca Fausto Caldari.