TORINO – Riparte il 17 agosto la seconda edizione del Premio alla Divulgazione Musicale Ezio Bosso, che quest’anno introduce importanti novità all’insegna della semplificazione delle procedure di candidatura e selezione e di una maggiore apertura verso tutti gli operatori del settore, a partire dai singoli divulgatori. L’obiettivo è inoltre rafforzare il coinvolgimento dei membri dell’Associazione Ezio Bosso.
Le candidature, completamente gratuite, potranno essere presentate dal 17 agosto al 31 ottobre 2026. I vincitori saranno annunciati a gennaio 2027 nel corso di un programma Rai. Confermata anche per questa seconda edizione la partnership con Rai, che trasmetterà la serata di conferimento attraverso più canali. La prima edizione aveva raccolto oltre 140 proposte, con una significativa ricaduta mediatica e una forte partecipazione da parte del mondo musicale. Alla luce di questo risultato, l’Associazione Ezio Bosso ha deciso di proseguire direttamente la promozione del Premio, puntando su una struttura organizzativa più snella e su procedure più semplici e accessibili. L’obiettivo resta quello di sostenere la diffusione e la conoscenza della “musica libera” in Italia, consentendo a tutti di partecipare senza dover affrontare complessi adempimenti burocratici.
Per candidarsi sarà sufficiente inviare all’indirizzo premio@eziobosso.com una semplice lettera descrittiva del proprio progetto di divulgazione musicale, senza l’obbligo di presentare un piano economico. Saranno inoltre possibili candidature di terzi: a proporre un progetto potranno essere i membri dell’Associazione, gli artisti amici di Ezio Bosso o anche semplici cittadini. Chiusa la fase di candidatura, il 31 ottobre, tutte le proposte saranno esaminate dal Comitato Scientifico, che selezionerà i venti finalisti. Nel mese di novembre saranno quindi i soci dell’Associazione a votare i progetti, con la possibilità di voto triplo per i soci Gold. La serata di conferimento sarà trasmessa da Rai a gennaio 2027 e avrà un nuovo concept, sviluppato in collaborazione con il direttore artistico Filippo Michelangeli, con l’intento di trasformare lo stesso evento televisivo in uno strumento di intrattenimento e divulgazione musicale.
Il contenuto e il valore dei tre premi saranno resi noti il 1° dicembre, al termine delle candidature e del percorso di selezione del Comitato Scientifico e dei soci. I riconoscimenti saranno infatti progettati sulla base della natura dei progetti e delle concrete esigenze professionali dei vincitori. A guidare il Comitato Scientifico sarà Dominique Meyer, storico sovrintendente dell’Opera di Vienna e del Teatro alla Scala. Ne fanno parte anche Paolo Petrocelli, manager culturale internazionale, confermato per il secondo anno consecutivo; Francesco Antonio Pollice, presidente AIAM e CIDIM, forte di una lunga esperienza nel mondo dell’associazionismo musicale; e Gian Luca Bauzano, giornalista del Corriere della Sera/7, alla sua prima esperienza nel Comitato.
Prosegue intanto la campagna associativa dell’Associazione Ezio Bosso, che conta già oltre cento soci provenienti da tutta Italia. Anche per i membri saranno rimodulati riconoscimenti e diritti, in un’ottica sempre più partecipata, orizzontale e inclusiva, coerente con lo spirito dell’Associazione, nata in seno alla famiglia e ai collaboratori storici di Ezio Bosso. «Soddisfatti della prima edizione, ci siamo resi conto che un premio nato da zero richiedeva alcuni correttivi”; spiega il presidente dell’Associazione, Tommaso Bosso, “Le procedure di candidatura erano troppo onerose per le piccole realtà, pur meritevoli, e risultavano esclusi i singoli divulgatori, in contrasto con lo spirito di Ezio Bosso, che ha sempre rappresentato sé stesso.
Per questo la seconda edizione sarà indipendente, con una struttura più snella, inclusiva e aperta, pronta ad accogliere chi vorrà sostenerci perché crede nella divulgazione musicale e nel valore delle iniziative nate dal basso». Paolo Petrocelli sottolinea l’importanza di una divulgazione capace di rendere la musica accessibile a un pubblico sempre più ampio: «Divulgare la musica significa renderla viva, accessibile e capace di raggiungere ogni persona, superando distanze, barriere e appartenenze. L’eredità di Ezio Bosso ci ricorda che la musica è, prima di tutto, uno spazio di libertà e di incontro. Per questo è importante sostenere un Premio sempre più aperto e inclusivo, capace di riconoscere non soltanto le realtà strutturate, ma anche i singoli divulgatori e le esperienze che nascono dal basso, dove spesso prendono forma le idee più autentiche e trasformative».
Per Gian Luca Bauzano, «Ezio Bosso è stato un artista simbolo del potere della musica e quindi dell’arte tutta nel senso più alto della sua espressione. Quasi come un contemporaneo Don Chisciotte è riuscito a sconfiggere i mulini a vento rappresentati da chi ha sempre visto il mondo della cosiddetta musica colta o come un tesoro da preservare nella torre eburnea o come qualcosa di impossibile da divulgare. Bosso ha dimostrato, al contrario, il potere affabulante della divulgazione. Oggi divulgare è imprescindibile per il futuro della cultura e per la formazione delle nuove generazioni. Come lo è altrettanto divulgare ai massimi livelli di contenuto e creatività. Questo si propone di fare il Premio alla Divulgazione Musicale Ezio Bosso. Essere stato invitato a far parte del suo Comitato è per me un vero onore, ma ancor prima una gioia. La possibilità di mettere a disposizione 30 anni di professione e militanza nel mondo della musica, dell’arte e del lifestyle a servizio di un progetto rivolto al domani».
Il presidente del Comitato Scientifico, Dominique Meyer, aggiunge: «Dopo una vita trascorsa lavorando per la salute e il futuro del sistema musicale europeo, sono felice di poter continuare questa mia vocazione anche in una veste che, pur essendomi familiare come ruolo, mi pone davanti a una prospettiva diversa, a un modo nuovo di vedere e valutare il panorama generale della musica colta in Italia. Siamo solo alla seconda edizione di un Premio dedicato alla Divulgazione Musicale, che è già di per sé una grossa novità e richiede quindi un approccio totalmente diverso rispetto a tutti gli altri premi e concorsi a cui ho partecipato nella mia carriera. È dunque un nuovo percorso che affronto volentieri».
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