Roma, venerdì 7 ottobre Monica Horovitz e Adelia Lucattini presentano “Psicoanalisti in lockdown”

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ROMA – Le testimonianze di un gruppo di quattordici psicoanalisti dislocati in diverse nazioni (Francia, Italia, Argentina e Libano), che si sono confrontati sulla loro attività professionale durante il lockdown del marzo 2020, dovuto alla pandemia da Covid-19. È il contenuto del libro “Psicoanalisti in lockdown. Efemeridi di menti a distanza” (Solfanelli) che sarà presentato venerdì 7 ottobre, alle ore 19.00, al Best Western Plus Hotel Universo di Roma (in via Principe Amedeo 5 / B). All’incontro interverranno le curatrici del volume Monica Horovitz e Adelia Lucattini, l’editore Marco Solfanelli e Claudio Neri. A introdurre i lavori sarà Maria Adelaide Lupinacci, mentre Annabella Cerliani leggerà alcuni passi del libro.

Si tratta delle riflessioni nate all’interno del gruppo tenuto da Monica Horovitz alla Société Psychanalytique de Paris fin dal 2003 e arricchito dalla presenza dalla psichiatra e psicoanalista franco-argentina Janine Puget. Il libro è scritto sotto forma di diario, in esso gli autori si confrontano con l’imperativo etico di stare accanto ai loro pazienti in un momento di pericolo e crisi globale.

“Non siamo partiti con l’idea di scrivere un libro, fin dall’inizio ho chiarito di scrivere un ‘giornale di bordo’ per aiutare i membri del gruppo a contenere le ansie causate loro dalla situazione del momento”, spiega Monica Horovitz, “Quello che è interessante leggere è il lavoro del gruppo, il lavoro di un gruppo di psicoanalisti che si uniscono con lo scopo di pensare insieme ad una situazione nuova, mai accaduta prima. L’elemento originale e più profondo è dato dall’emergere di verità intima che va al di là dei concetti psicoanalitici stessi, che naturalmente ci sono ed emergono inevitabilmente. Non si tratta che di un trattato di psicoanalisi, è un saggio tra l’intimo e il professionale, l’elemento originale del libro è proprio questo. Il punto focale è che pur essendo ricco di concetti psicoanalitici, attraverso questi scritti ognuno degli autori sta parlando anche di sé come persona e come essere umano, non solo come psicoanalista e professionista. Prima c’è stato il gruppo e dopo questa meraviglia. Il gruppo ha messo su carta il proprio lavoro, questo fa sì che si senta che il pensiero e tutto ciò che si è condiviso non sia perduto, gli sforzi non sono stati vanificati. Il libro è venuto attraverso una elaborazione degli iscritti iniziali del gruppo. È importante sottolineare che quando c’è una chiusura bisogna invece aprirsi, che non si può continuare a fare le cose di sempre come se nulla fosse poiché sarebbe di per sé una negazione”.

“Questo libro nasce dal desiderio di Monica Horovitz e mio di rendere partecipe di questa esperienza internazionale il pubblico italiano”, prosegue Adelia Lucattini, “Raccoglie le testimonianze di un gruppo internazionale psicoanalisti, sulla loro attività professionale durante il lockdown mondiale del marzo 2020 dovuto alla pandemia da Covid-19. Dal momento, che la situazione era del tutto eccezionale, Monica Horovitz ha pensato che anche il gruppo avrebbe potuto lavorare in modo diverso e che non fosse possibile ignorare ciò che tutto il mondo stava vivendo. Quindi, nella piena convinzione che i seminari potessero essere aperti anche ad altri psicoanalisti, ha invitato a partecipare Janine Puget che si è collegata da Buenos Aires e altri psicoanalisti che in quel momento si trovavano nei loro paesi di origine. Il libro racconta come abbiamo affrontato quel periodo, il nostro lavoro e la nostra vita, raccoglie le nostre riflessioni.  Dalle pagine, rielaborate rispetto agli appunti iniziali, emerge come nei momenti di crisi e difficoltà sia necessario continuare a pensare e aiutarsi reciprocamente utilizzando gli strumenti che la psicoanalisi mette a nostra disposizione. Con il lockdown ci siamo trovati a dover prendere delle decisioni”, continua Adelia Lucattini, “professionalmente se sospendere le terapie, le analisi in corso con i nostri pazienti o se proseguire in modalità on-line per coloro che lo desiderassero. Anche l’International Psychoanalytical Association ha autorizzato in tempi rapidissimi la prosecuzione delle analisi da remoto. Alcuni pazienti hanno accettato, altri hanno atteso di riprendere in presenza. Certamente, è stato un grande cambiamento, nonostante come medico avessi dimestichezza con questo metodo per la pratica fatta con la telemedicina. Non possiamo affermare che la psicoanalisi online sia “la stessa cosa” dell’analisi in presenza ma è possibile, e i trattamenti sono efficaci. Questo poiché l’analista è il custode e garante del setting, e il fulcro dell’analisi resta la relazione col paziente. La pandemia ha decisamente cambiato il modo di vivere e di pensare non soltanto degli psicoanalisti e dei loro pazienti, ma delle persone in generale perché non è stato possibile ignorarla. Questo libro è la prova di come in ogni periodo di difficoltà o di crisi, sia sempre possibile far tesoro dell’esperienza, apprendere qualcosa di nuovo, da poter utilizzare anche dopo la fine dell’emergenza”.