Per una corretta rottamazione delle cartelle esattoriali, è necessario seguire questi consigli, altrimenti si deve pagare tutto. I dettagli
L’inizio di un nuovo anno non segna solo il cambio di calendario, ma apre tradizionalmente una fase decisiva per il sistema delle regole che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini. Le riforme fiscali, in particolare, rappresentano uno dei terreni più delicati e osservati, perché da esse dipendono obblighi, scadenze e possibilità spesso poco conosciute.

Informarsi in modo corretto diventa quindi una necessità, non un semplice esercizio di attenzione. Tra i temi che continuano a suscitare maggiore interesse e preoccupazione ci sono le cartelle esattoriali, un nodo che riguarda milioni di contribuenti.
Dietro a questi atti non esiste solo l’alternativa secca tra pagare o subire conseguenze, ma un percorso preciso previsto dalla normativa, che può offrire margini di manovra a chi sa come muoversi. Conoscere tempi, passaggi e strumenti disponibili significa evitare errori costosi e affrontare la questione con maggiore consapevolezza, senza farsi trovare impreparati davanti a richieste che possono incidere in modo significativo sul bilancio familiare.
Cartelle esattoriali: ecco tutte le novità che devi assolutamente conoscere per evitare di pagare tutto
Con la Legge di Bilancio 2026 si apre una nuova finestra per chi ha pendenze fiscali e contributive e cerca una via sostenibile per rimettersi in regola. La rottamazione quinquies, introdotta con la legge n. 199 del 2025, rappresenta l’ennesimo tassello di una strategia che mira a favorire il rientro dei debiti accumulati nel tempo, offrendo condizioni più leggere rispetto al passato.

Il perimetro della misura è ampio e comprende i carichi affidati all’Agente della riscossione in un arco temporale che va dall’inizio del 2000 alla fine del 2023, includendo sia imposte non versate emerse da controlli automatici sulle dichiarazioni fiscali sia contributi previdenziali dovuti all’INPS, purché non derivino da accertamenti formali.
Il vantaggio principale sta nella possibilità di estinguere il debito pagando soltanto il capitale e le spese vive di notifica ed esecuzione, lasciando fuori sanzioni, interessi e aggio di riscossione. Una formula che alleggerisce in modo significativo l’importo complessivo e che si rivolge anche a chi, in passato, era decaduto da precedenti definizioni agevolate per il mancato rispetto dei pagamenti.
Restano invece esclusi coloro che, alla fine di settembre 2025, risultavano perfettamente in regola con i piani della rottamazione precedente, per i quali il legislatore ha deciso di non riaprire i termini.
La domanda di adesione dovrà essere presentata entro il 30 aprile 2026 attraverso una procedura esclusivamente online. Al momento della richiesta sarà possibile scegliere se saldare in un’unica soluzione entro l’estate del 2026 oppure optare per un pagamento dilazionato che può arrivare fino a 54 rate bimestrali, distribuendo l’impegno economico su un orizzonte di circa nove anni. Una scelta che, per molti contribuenti, può fare la differenza tra un debito insostenibile e un percorso finalmente gestibile.











