Con il suono dell’ultima campanella, la tredicenne Elvira risveglia i suoi poteri: ascoltare gli alberi, dialogare con gli animali, percepire gli elementi naturali. È il preludio a un’avventura che si accende durante i preparativi della festa patronale di San Giovanni. Un giovane ricercatore, Osvaldo Razzoli, scopre nella pieve romanica un dipinto straordinario: La Sacra Selva, attribuito a un misterioso allievo di Leonardo da Vinci. Ma l’opera scompare nel nulla, rubata da un ladro che agisce con precisione chirurgica.
Per ritrovare il dipinto, Miracqua mette insieme una squadra insolita: gli amici Raul e Labèl, l’intuitivo Nonno Remo, rabdomante dal cuore grande, e lo spirito guida Rasmus, trasformato in cornacchia e capace di combinare guai tecnologici con lo smartphone. Tra indizi botanici nascosti nei dettagli del quadro — come il profumo del fiore di tiglio — e una corsa contro il tempo per evitare che la tela finisca nel falò sacro del paese, i ragazzi vivono un’avventura dove nulla è come sembra.
Pierucci affronta con delicatezza i temi della preadolescenza: la paura del futuro, le prime insicurezze, il timore di perdere gli amici e il valore della solidarietà tra generazioni. Il legame con Nonno Remo, custode di una memoria fragile, diventa il simbolo di una comunità che cresce insieme.
Originaria della Toscana e oggi medico anestesista a Firenze, Pierucci conferma la sua capacità di parlare ai giovani lettori con sensibilità e immaginazione. Dopo i romanzi per adulti e il successo del primo Miracqua, “L’indagine di San Giovanni” consolida la serie come uno dei progetti più originali della narrativa per ragazzi contemporanea.
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