Schlein da una parte, Meloni dall’altra, la prima con Prodi, Letta e Gentiloni, la seconda a fianco di uno degli uomini più ricchi del mondo, il “giga miliardario che sogna un futuro distopico” come lo ha definito la leader Pd. E la segretaria democratica apre persino ad una sfida tv con la leader di Fdi: “Non ho paura di nessun confronto”, risponde ai giornalisti che le chiedono se tema il faccia a faccia.
La giornata era iniziata con Prodi che aveva parlato a lungo, quasi un’ora, spiegando in maniera cruda che o l’Ue fa un salto di qualità, andando verso “un’Europa federale” o il rischio è il declino per tutti i paesi dell’Unione. “Dobbiamo completare un progetto che ci ha portato tanti benefici, tanti vantaggi e che è ancora incompiuto”.
E tocca proprio ai progressisti questo compito: “La sfida di noi riformisti è completare l’Europa, fare l’Europa federale”. In particolare, bisogna cominciare da “politica estera e di difesa comuni” e farla finita con il meccanismo dell’ “unanimità, perché con l’unanimità non si governa neanche un condominio”.
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